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Aborto. Lo sciopero in Polonia e la mappa delle leggi nel mondo

Foto: Twitter/@partiarazem

Dopo il "lunedì nero" che ha visto scioperare decine di migliaia di donne in diverse città della Polonia, il parlamento polacco fa marcia indietro sulla proposta di legge che aveva tutta l'intenzione di rendere ancora più restrittiva la legislazione nazionale sull'aborto, rendendo l'interruzione di gravidanza illegale anche in caso di stupri, malformazioni gravi del feto e rischi della salute per la madre, e introducendo una pena di cinque anni di carcere per le donne e per i medici che la praticano.

La grande mobilitazione delle donne polacche arriva solo a due anni di distanza da quella spagnola che ci fu nel 2014 quando il partito popolare da poco al governo presentò una proposta di legge che avrebbe riportato il paese ai tempi del franchismo. Le pressioni restrittive in tema di aborto insomma sembrano resistere e ripresentarsi in intervalli brevi di tempo, e nonostante grandi organi internazionali, come l'Organizzazione mondiale della sanità, abbiano più volte ribadito che leggi più restrittive sull'aborto comportano un innalzamento del tasso di aborti clandestini e quindi danni più gravi per la salute delle donne, oltre che una disparità economica nell'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza.

D'altra parte lo stato della legislazione sull'aborto nel mondo non è ancora così evoluto. Come si vede dall'ultima mappa del Centro per i diritti riproduttivi, esiste ancora una forte spaccatura tra nord e sud. Inoltre, se si guarda all'Europa, in stati come l'Irlanda del Nord, Malta, San Marino e la stessa Polonia, permangono legislazioni estremamente restrittive e che non salvaguardano il diritto alla salute delle donne. Un rapporto Dell'International Planned Parenthood Federation del 2012 sintetizza in schede le legislazioni vigenti nei diversi paesi.

Lo stato delle legislazioni sull'aborto è proprio un termometro del diritto alla salute riproduttiva. Spesso, infatti, un tasso più alto di aborti clandestini coincide con un più alto tasso di mortalità delle madri. Mentre nei paesi con legislazioni più permissive (nella mappa, in verde) il tasso di mortalità delle madri è più basso, esiste una cultura della contraccezione più avanzata, e gli aborti sono molto meno rischiosi perché sono praticati da professionisti e accessibili a tutte le donne.

Certo, sappiamo bene che poi molto può cambiare a seconda della più o meno corretta applicazione delle leggi. Basti pensare a quanto accade da anni nel nostro paese con la 194.