Dati

Uno studio realizzato dall'Osservatorio sui Balcani e il Caucaso ha raccolto e analizzato i nomi di strade e piazze di quindici capitali europee. Da Atene a Berlino, passando per Budapest, Roma, Parigi e Stoccolma, a dominare lo stradario europeo sono personaggi maschi e bianchi

Le strade d'Europa
non ci raccontano

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Foto: Unsplash/Olivia Bauso

Qual è la persona a cui sono dedicate più strade nelle capitali europee? Per scoprirlo, nell’ambito del progetto Mapping Diversity realizzato dall'Osservatorio su Balcani e Caucaso (OBC Transeuropa) in collaborazione con altri otto partner dello European Data Journalism Network, abbiamo analizzato circa 95mila strade in 15 città.[1] 

Sono San Paolo e Ludwig van Beethoven i personaggi che compaiono nel maggior numero di capitali, presenti con almeno una via rispettivamente in 13 e 12 diverse città. Ma è Maria di Nazareth la figura a cui sono dedicate più strade nelle capitali europee: sebbene le vie o piazze intitolate a lei si trovino in un numero minore di città rispetto a San Paolo e Beethoven (11), alla Madonna – o uno dei suoi innumerevoli appellativi – sono dedicate ben 69 diverse strade nelle capitali considerate. 

È un caso assai particolare: sono appena sei le donne che si ritrovano nella classifica delle 100 persone più popolari nelle grandi città europee. Oltre a Maria di Nazareth si tratta di altre tre sante cristiane (Anna, Barbara e Maria Maddalena), della dea greco-romana Artemide/Diana e della scienziata franco-polacca Marie Curie, la sola donna laica e di epoca contemporanea. Alcune di queste donne sono peraltro celebrate anche o soprattutto per il loro legame affettivo con uomini famosi come Gesù di Nazareth e Pierre Curie, il cui nome compare quasi sempre a fianco di quello della moglie nelle strade d’Europa.

Vari altri santi cristiani si ritrovano nelle prime posizioni della classifica, dove però si fanno strada anche diversi personaggi laici, tutti uomini. Svettano i compositori classici con Ludwig van Beethoven e Wolfgang Amadeus Mozart, ma anche col più inaspettato Jean Sibelius, finlandese vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. Numerosi anche gli scienziati: il chimico francese Louis Pasteur, il naturalista britannico Charles Darwin, il botanico svedese Linneo e l’inventore statunitense Thomas Edison. Completano la top 15 lo scrittore russo Lev Tolstoj – secondo solo a Beethoven tra le figure non religiose – e quello danese Hans Christian Andersen.

Sante e premi Nobel

Tra le quindici figure femminili più popolari sono solo sette le personalità non religiose. Le prime tre sono Marie Curie, Bertha von Suttner e Selma Lagerlöf, tutte vincitrici del primo premio Nobel assegnato a una donna nelle rispettive categorie: fisica e chimica, pace e letteratura. Marie Curie fu insignita del celebre premio per la fisica insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel nel 1903, poi vinse anche quello per la chimica – questa volta da sola – nel 1911. La scrittrice austro-boema Bertha von Suttner pubblicò nel 1889 il bestseller “Giù le armi!”, che insieme al suo impegno per il pacifismo ispirò l’amico Alfred Nobel a dedicare un premio alla promozione della pace. La fisica austro-svedese Lise Meitner fu invece un premio Nobel mancato: nonostante il suo ruolo fondamentale nella scoperta della fissione nucleare, il riconoscimento fu attribuito solamente al suo collega Otto Hahn.

Uomini creatori, donne esecutrici

Volgendo lo sguardo agli ambiti che resero celebri le 100 donne e i 100 uomini più popolari nei toponimi delle capitali europee, si notano alcune differenze sostanziali. Spiccano per esempio le 12 donne aristocratiche, commemorate quasi esclusivamente in virtù della loro appartenenza a una casata nobiliare o perché consorti di un sovrano. Certo, i nobili esistono anche nella top 100 maschile, ma loro hanno potuto giocare un ruolo di maggiore protagonismo nella vita politica o culturale.

Nette anche le differenze di genere nel campo della scienza e dell’arte. A parte l’assenza di pittrici, si nota una netta differenza di ruoli: i personaggi maschili provenienti dal mondo musicale sono tutti compositori, mentre le donne quasi esclusivamente cantanti. In modo simile, quasi tutte le donne legate al cinema o al teatro sono attrici, mentre una sola era una regista: si tratta della belga Chantal Akerman, la cui pellicola Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles è stata nominata l’anno scorso “film migliore di tutti i tempi” dalla rivista cinematografica britannica Sight and Sound.

D’altra parte, i nomi di strade e piazze rispecchiano la storia e i rapporti di potere delle nostre società. Spesso il potere è stato o rimane nelle mani degli uomini – non solo in campo politico ma anche nella scienza o nelle arti – mentre le donne sono state a lungo relegate in ruoli subalterni. Le poche che sono riuscite a farsi strada hanno faticato a godere di quel riconoscimento pubblico che era invece più facilmente dato agli uomini, anche nella toponomastica o nei monumenti delle nostre città.

In generale, più donne nella top 100 delle figure femminili sono nate negli anni più recenti, segno che l’emancipazione degli ultimi decenni ha portato molte più donne a vedere riconosciuti i propri risultati. Se tra gli uomini solo Papa Giovanni Paolo II è deceduto dopo il 2000, le donne sono ben 5: Maria José del Belgio (consorte dell’ultimo re d’Italia, Umberto II), Anna Politkovskaya, Miriam Makeba, Chantal Akerman e Simone Veil. Nessuna di loro, tuttavia, ha toponimi dedicati in più di tre città.

La sottorappresentazione delle donne nella memoria collettiva è oggi un fenomeno in lento miglioramento. Ma celebrare e ricordare è solo uno dei passi in avanti necessari, soprattutto per quanto riguarda i campi di attività ancora dominati dagli uomini. Come sottolinea Reka Safrani, presidente della European Women’s Lobby: “Molte donne hanno raggiunto traguardi culturali ed è bene celebrarli. Ma dovremmo prestare maggiore attenzione ai risultati ottenuti dalle donne in altri settori tradizionalmente dominati dagli uomini. Per esempio, il campo dello sport tende ancora a essere fortemente dominato dagli uomini, anche in termini di rappresentazione nei media.”

Paesi sovra o sottorappresentati

A proposito di potere e privilegio, la classifica delle persone più popolari tra le strade delle capitali europee è popolata quasi esclusivamente da persone bianche. Escludendo le figure religiose cristiane provenienti dalle regioni mediorientali o nordafricane dell’Anatolia, della Palestina e dell’Egitto, sono solo cinque le persone di origine extraeuropea presenti nell’elenco delle 100 figure più popolari. Quattro di loro hanno comunque radici europee più o meno lontane nel tempo – George Washington, Thomas Edison, John F. Kennedy e Simón Bolívar –  mentre la sola figura effettivamente differente per estrazione è quella di Mohandas Gandhi.

Per quanto riguarda i personaggi nati in Europa, 41 tra le 100 figure più popolari nacquero in luoghi che oggi appartengono ai tre stati più popolosi dell’Unione Europea: Italia (15), Francia (14) e Germania (12). Seguono i personaggi nati all’interno dei confini odierni di Svezia, Russia e Polonia, con cinque persone a testa.

Rispetto al loro peso nella storia europea e alla loro popolazione odierna, sembrano sotto-rappresentati paesi come il Regno Unito e la Spagna – penalizzati forse anche dalla selezione di città coperte dall’analisi. Salta invece agli occhi il dato relativo ai personaggi di origine nordica, che compresi gli svedesi sono ben otto e spesso in ottima posizione.

Sono oltre 23.000 le figure a cui è intitolata almeno una via o piazza in almeno una delle 15 capitali analizzate. Quasi il 95% di loro compare in una sola città: sono rarissimi i casi dei personaggi che hanno acquisito una celebrità in due o più paesi diversi, appena 1205 persone in totale. Messo in questa prospettiva, il successo delle figure nordiche appare ancora più notevole.

I personaggi mancanti

Dove sono Pablo Picasso, Vincent Van Gogh, Rosa Parks? Nella classifica delle 100 persone più popolari nelle strade delle capitali europee mancano – o compaiono in posizione molto arretrata – alcune figure assai celebrate e famose a livello internazionale. Per esempio, nell’elenco mancano o si piazzano in posizioni molto basse alcune delle figure comprese nella top 10 della “classifica delle persone memorabili” realizzata da Pantheon.world, come Isaac Newton, Leonardo Da Vinci, Aristotele o Alessandro Magno.

Nella nostra classifica si colloca molto in basso – alla 96esima posizione, con 6 strade in sole 5 capitali – lo stesso Gesù di Nazareth, a fronte del cospicuo numero di sante e santi cristiani celebrati in molteplici città. Secondo Fernando Bermejo-Rubio, studioso e autore di L'invenzione di Gesù di Nazaret, quest’inversione è dovuta al fatto che "la devozione umana solitamente si rivolge non alla divinità più alta ma a figure più vicine come i santi e la Vergine Maria, considerate come più accessibili e mediatrici tra Dio e gli esseri umani".

Inoltre, aggiunge Bermejo-Rubio, "la molteplicità di queste figure mediatrici implica che potrebbero avere una presenza e un valore più locale, basti pensare ai tanti santi o alle tante vergini legate a diversi paesi, regioni, città o villaggi. Esistono poi tantissimi racconti delle apparizioni della Vergine Maria, mentre lo stesso non vale per Gesù".

Note

[1] L’analisi ha coperto: Atene, Berlino, Bruxelles, Bucarest, Budapest, Chisinau, Copenhagen, Kiev, Parigi, Praga, Roma, Stoccolma, Varsavia, Vienna e Zagabria. La classifica delle figure più popolari è stilata in base al numero di città in cui ogni personaggio compare nel nome di una o più vie, e in seconda battuta al numero di vie che le/gli sono dedicate.

Articolo pubblicato in collaborazione con lo European Data Journalism Network, leggi l'articolo originale.