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"Care ragazze, adesso tocca a voi". Lettera aperta su aborto e Spagna

Non dare mai per scontate le conquiste acquisite, lo si è detto in tante occasioni. Si torna a dirlo adesso a proposito della Spagna e della controriforma messa in cantiere sull'aborto. E in effetti proprio su questo tema, l'aborto, anche le italiane non sono al sicuro, torna a ricordare il movimento Usciamo dal silenzio in una lettera aperta indirizzata alle più giovani. 

Se gli attacchi frontali alla 194 non sono tanto frequenti, si continua - molto efficacemente - a svuotare la legge attraverso una massiccia obiezione di coscienza, reale o strumentale che sia. La questione ha anche una dimensione europea, come dimostra la vicenda della risoluzione Estrela, che chiedeva in sostanza che l'aborto fosse possibile e sicuro in tutti i paesi europei, e che il parlamento Eu ha bocciato. 

Adesso però tocca alle più giovani battersi, si legge nella lettera di Usciamo dal silenzio, che nel marzo scorso ha lanciato una petizione (“Legge 194: cosa vogliono le donne” http://www.change.org/it/petizioni/manifesto-per-la-piena-attuazione-della-legge-194-78). Oggi si tenta di parlare alle e ai giovani anche atraverso i social network: alla pagina Facebook "Care ragazze a proposito dell'aborto e della Spagna" la discussione è aperta. 

"Il 14 gennaio del 2006 eravamo in 200 mila – donne e uomini – in piazza Duomo a Milano per difendere la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e per rilanciare la questione della libertà femminile. La convinzione, ora come allora, è che le due cose vadano di pari passo", si legge nella lettera aperta. "Otto anni dopo, siamo qui a ribadire l’urgenza di un’alleanza e di una battaglia comune. Comune a tutte le donne, ma che dovrebbe riguardare anche quegli uomini – amici, fidanzati e mariti – che vorrete compagni della vostre vite. E siamo qui a dire a voi donne più giovani che è il vostro momento. Torniamo a farlo perché ciò che accade in Spagna dimostra che una conquista non è per sempre e che il controllo sul corpo delle donne resta l’oggetto di una contesa che non finisce mai". 

Qui il testo integrale dell'appello.