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L'impatto dell'epidemia sulle donne

Non sappiamo ancora con certezza perché gli uomini muoiono di più di Coronavirus ma "sappiamo che a causa dell'attuale disuguaglianza di genere, la situazione avrà un impatto significativo sulle donne. La chiusura delle scuole e le malattie familiari aggraveranno le attuali responsabilità di cura non retribuite delle donne. Il personale del Servizio sanitario nazionale e dei servizi di assistenza sarà messo a dura prova, e la maggior parte dei lavoratori che ne fanno parte sono donne" a parlare è Natalia Fricker, Communications Manager della Fawcett Society, nota charity del Regno Unito, da anni impegnata nel raggiungimento della gender equality e nella tutela dei diritti delle lavoratrici.

Con l'epidemia, l'orologio della gender equality rischia di fare un salto indietro, mette in guardia la Fawcett Society che ha diffuso una campagna di comunicazione dedicata a rendere visibili le donne, il loro lavoro e i loro bisogni durante la pandemia, perché "le scuole e gli asili nido hanno chiuso le loro porte e saranno le donne a svolgere la maggior parte del lavoro di assistenza non retribuito, riducendo le loro ore o rinunciando al lavoro retribuito e saranno ancora le donne ad avere maggiori probabilità di prendersi cura di parenti e vicini più anziani o disabili, inoltre molte saranno costrette a rimanere in casa con un partner violento".

La Fawcett Society invita le iscritte a partecipare a un esperimento collettivo, inviando a condividere la propria esperienza attraverso un survey che sarà utile a calcolare l'impatto della pandemia sulle donne come base per un'azione politica.

La campagna della Fawcett rientra in un clima di attenzione alla salute mentale e alle condizioni materiali ed economiche delle persone durante la pandemia, che nel Regno Unito istituzioni e media stanno portando avanti da settimane.

In Italia, per il momento, la questione è lasciata all'iniziativa di singoli o a piccole proposte lanciate dal basso. È il caso del progetto Tutte a casa che si propone di raccogliere video testimonianze della quarantena vissuta dalle donne per iniziare a riflettere su lavoro e relazioni durante l'epidemia.

Intanto, in un'intervista rilasciata al portale 9colonne, Lucina Di Meco, esperta italiana di Genere e Cooperazione Internazionale, al momento negli Stati Uniti, ha già dichiarato che anche in Italia "possiamo immaginare che l’impatto di questa crisi peserà probabilmente in modo più grave sulle donne che sugli uomini, per una serie di ragioni tutte strutturali che hanno a che vedere con il ruolo delle donne nella società e trovano origine nella diseguaglianza di genere". Dal punto di vista economico, commenta Di Meco "l'epidemia potrebbe avere un impatto sproporzionatamente negativo sulle donne, che costituiscono una grande fetta di lavoratori part-time e informali in tutto il mondo e in Italia".