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A Verona per difendere le differenze

Foto: Unsplash/ lucia

Per conoscere le idee del governo su donne, famiglie e sessualità sarebbe bastato sfogliare il contratto firmato da Lega e 5stelle prima ancora di iniziare: lo scenario che ne è seguito, in poco tempo ha superato le distopie. Con la promessa di terre incolte a chi avrebbe figliato di più, attacchi al diritto di famiglia e la nomina di un ministro – della famiglia, appunto – che in pochi mesi con dichiarazioni spesso imbarazzanti ha preso posizioni contrarie all’aborto, ai gay, alle nuove forme di famiglia.

Non è un caso che, dopo la Moldavia e l'Ungheria, sarà l'Italia a ospitare la tredicesima edizione del Congresso mondiale delle famiglie, un evento internazionale che da anni gira il mondo per promuovere una visione pro-famiglia e pro-life e che sarà quest'anno tenuto nella città di Verona, dal 29 al 31 marzo prossimi.

"La bellezza del matrimonio, la dignità delle donne, la difesa legale della famiglia e della vita" sono solo alcune delle tematiche che verranno affrontare all'interno del congresso che ha già ricevuto il sostegno ufficiale di Matteo Salvini, in qualità di vice-primo ministro, del ministro per la famiglia e le disabilità, Lorenzo Fontana, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e del sindaco di Verona Federico Sboarina, attorno al claim che "ogni buona società si regge sulla famiglia come istituzione primaria".

Impossibile restare a guardare, ancor più se tra promotori e organizzatori della tre giorni ci sono associazioni e movimenti che in nome di un'idea essenzialista di 'natura' da anni cercano di arginare la libertà delle persone nelle loro scelte di vita, sessuali e riproduttive.

L'appello a mobilitarsi è partito dalle donne: la rete Non una di meno ha indetto tre giornate di protesta a Verona contro "un raduno di associazioni che hanno fatto della lotta contro i diritti delle donne e delle persone lgbtqi+ la loro ragione di esistenza".

Estremamente grave è il sostegno istituzionale al Congresso: "Grave la presenza del ministro dell’interno e vice-premier Matteo Salvini a fianco del ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana" ha commentato la Rete di studi di Genere, Intersex, Femministi, Transfemministi e sulla Sessualità (GIFTS) composta da oltre 200 ricercatrici e ricercatori indipendenti e universitari, afferenti a centri di ricerca, associazioni, programmi e corsi di studio, riviste e laboratori specializzati nei saperi.

Altrettanto grave, ha continuato GIFTS "è la presenza del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti, il quale peraltro, fin dal suo insediamento, non ha mancato di delegittimare i principi democratici che dovrebbero governare un sistema di istruzione pubblico e laico, esprimendo sostegno alle richieste dei movimenti 'no-gender' italiani che del tredicesimo World Congress of Families sono promotori".

Del resto, le istanze pro-life e pro-famiglia di cui il congresso si fa portatore fanno il paio con con le politiche securitarie e razziste contro le persone migranti. "Sono gli strumenti con cui oggi le forze sovraniste, populiste e nazionaliste stanno costruendo un fronte illiberale che, tra le altre cose, minaccia la libertà di ricerca e insegnamento indicativo" continua GIFTS, che a questo proposito, ricorda come in Ungheria Viktor Orbán, dopo aver ospitato nel 2017 l’undicesima edizione dell'evento, nel 2018 ha tolto fondi e accreditamento ai master universitari in studi di genere.

E qui si arriva alla base più solida dell'attacco alle libertà personali e ai diritti umani: la lotta all'educazione alle differenze. Secondo le associazioni e i movimenti promotori del congresso, sottolinea la rete GIFTS, le istituzioni sovranazionali, europee e internazionali, sarebbero in mano a potenti lobby femministe e 'omosessualiste' il cui obiettivo sarebbe la distruzione della differenza sessuale in vista della creazione di un 'uomo nuovo' senza identità. È quella che da anni ormai chiamano teoria o ideologia "del gender", un'ideologia che però dati e letteratura scientifica mostrano essere inesistente.

Il quadro politico all'interno del quale l'edizione italiana del congresso delle famiglie si inserisce "attenta quotidianamente al rispetto delle differenze e ai diritti umani", ha commentato l'associazione Scosse, da anni attiva nelle scuole con la rete Educare alle differenze che per l'occasione ha pubblicato una lettera dedicata al lavoro nelle scuole contro l'oscurantismo, il sessismo e l'omofobia. "Abbiamo preso il compito dell'educare alla democrazia, alla pluralità e al rispetto delle differenze così sul serio da averci costruito negli anni una vasta rete che coinvolge migliaia di insegnanti, associazioni e genitori e ogni anno promuove eventi di autoformazione gratuita" spiega la rete, che invita tutti a mobilitarsi "affinché i diritti ottenuti non vengano calpestati, per ribadire l’importanza di una società dove sessismo, razzismo e omofobia non abbiano più cittadinanza e di una scuola pubblica, laica, libera e plurale, il più forte antidoto al populismo del nostro governo e al vento antidemocratico che attraversa l’Europa". 

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