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La vita di Leda Colombini

Biografia di Leda Colombini, da bracciante a dirigente di partito

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Un’infanzia poverissima, costretta a lasciare la scuola, al lavoro – da bracciante – a 11-12 anni, giovanissima partigiana, dopo la guerra Leda Colombini entra nel Pci e nell'Udi. Qui compie il suo apprendistato politico, occupandosi sempre della condizione dei braccianti, in tutt'Italia, prima nel sindacato (dove a vent'anni diventa responsabile della commissione nazionale femminile della Fedrbraccianti), poi nel partito: nel 1953, passa dal sindacato alla sezione agraria del Pci. Qui rimane sino al 1968; nel 1955, al V congresso nazionale del Pci, viene eletta nel comitato centrale e poco dopo entra anche nella commissione centrale femminile, proseguendo il suo impegno per la trasformazione delle condizioni di vita e di lavoro nelle campagne, in particolare meridionali. Promuove molte iniziative a sostegno delle lotte combattute da braccianti, mezzadre, fittavole e assegnatarie per migliorare i contratti, il sistema previdenziale, i servizi sociali. Nel 1969 è chiamata a far parte degli organismi dirigenti della federazione del Pci di Roma e le viene affidata la responsabilità della commissione femminile per la città e la provincia. Alle elezioni regionali del 1970 viene eletta consigliere nella lista del Pci della circoscrizione di Roma e si dedica alla commissione Sanità e servizi sociali. Viene rieletta alle elezioni del 1975 e, l’anno dopo, diventa assessore regionale agli Enti locali e ai servizi sociali; per circa un anno assume ad interim anche l’assessorato all’Urbanistica. Tra le sue numerose iniziative, rivolge un’attenzione specifica ai problemi dei portatori di handicap: la formazione della rete delle unità territoriali di riabilitazione delle Usl di Roma e del Lazio; la normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’inserimento negli asili-nido, scuole materne e dell’obbligo; l’ingresso nel lavoro. Elabora una proposta di legge regionale per il riordino delle funzioni assistenziali, poi bloccata nel suo iter dalla nuova maggioranza consiliare. È promotrice di numerose leggi regionali nell’area dell’assistenza, tra cui, quella sugli asili nido, gli anziani, i portatori di handicap, i consultori; promuove diversi provvedimenti anche nell’area degli Enti locali. Rieletta nel 1980, nella primavera del 1983 si dimette dal consiglio regionale del Lazio perché candidata e poi eletta (collegio di Roma) alla Camera dei deputati, di cui farà parte fino al 1992. Nella IX legislatura partecipa alla II commissione (Interni) fino al 1995 e poi alla XIV commissione (Igiene e Sanità pubblica) fino al termine della legislatura. Rieletta nel 1987 (X legislatura), diviene segretaria della XII commissione (Affari sociali) e componente della Giunta delle elezioni. In entrambe le legislature si è occupata di problemi sociali e degli Enti locali. Ha avanzato diverse proposte di legge, tra le quali la legge quadro a favore dei portatori di handicap e la legge quadro sul volontariato; per tutte e due le leggi si è impegnata nel comitato ristretto che ha elaborato il testo unificato poi approvato dal Parlamento. Ha proposto la legge per l’abolizione dei limiti di altezza nei concorsi pubblici (approvata all’unanimità dalle due Camere) e quella per il riordino dell’Ente EUR. Dal 1992 fa parte dell’organo dirigente della Lega delle Autonomie locali – poi Legautonomie – con la responsabilità delle politiche sociali. Dalla stessa data è presidente dell’Associazione di volontariato ‘A Roma, insieme’, che opera nell’area metropolitana romana a favore delle fasce più deboli della popolazione, in particolare le detenute e i bambini/e che dalla nascita all’età di tre anni vivono in carcere con le loro madri. Per la Legautonomie è tra i promotori – insieme a Bruno Benigni e ad un gruppo di presidenti di associazioni del terzo settore che operano nelle carceri – del Forum per il diritto alla salute delle persone private della libertà. Il Forum – di cui Leda è presidente dal 2005 – ha avuto un ruolo determinante per ottenere dal Parlamento (dicembre 2007) la legge necessaria a realizzare l’attesa riforma della medicina penitenziaria.

E' morta il 6 dicembre del 2011, all’uscita dal carcere romano di Regina Coeli dove, con i rappresentanti di diverse associazioni, aveva appena concluso una riunione dedicata ai problemi delle donne carcerate e dei loro bambini/ne; un impegno che da tempo vedeva Leda protagonista riconosciuta a livello nazionale e che l’aveva portata a promuovere l’associazione di volontariato ‘A Roma, insieme’, operante nell’area metropolitana della capitale a favore delle fasce più deboli della popolazione.