Controcorrente

Mamma emigrata e lavoratrice, papà in casa, una bambina piccola. Racconto la mia esperienza, perché credo  interessi a chi si occupa di donne e uomini nella società che cambia.

Lucia si era laureata in economia ed era andata a specializzarsi all’estero, come tante laureate e laureati italiani in cerca di fortuna. Terminato il dottorato, le fu offerto un posto da ricercatrice e, forse perché ormai era abituata a fare il pieno di sole, amici e gelato durante le vacanze, le sembrò un’ ottima occasione e decise di fermarsi all’estero. Si era sempre dedicata con ugual passione allo studio e alle relazioni amorose, ma non aveva avuto molta fortuna con quelli che, a detta delle statistiche, dovevano essere gli uomini “giusti”. Questi uomini, di pari livello di istruzione e simili interessi, si sentivano indubbiamente molto “giusti”, anzi forse un pò troppo, e finivano per volerla tenere sotto controllo, o sotto osservazione, o comunque sotto... Lucia dapprima provava a sottoporsi, ma di fatto la cosa le riusciva malissimo. Il ruolo assegnatole le stava stretto e richiedeva una perenne schizofrenia: da un lato voleva con tutte le forze vedere questi uomini felici, dall’altro non riusciva mai a vedersi nel ruolo che la loro felicità le imponeva.

Dopo l’ennesimo fallimento, Lucia incontrò Sky. Sky era tutto il contratrio degli uomini giusti: tanto per cominciare era uno studente, un suo studente. Poi era giovane, molto più giovane. Ed era anche abbastanza ignorante. Però era entusiasta, e la seguiva dappertutto. Lucia era perplessa: cosa vuole questo ragazzino? Ma le sue amiche non erano tanto perplesse: ti piace, le dicevano. Dopo una corte spietata e molti ripensamenti Lucia decise che forse quell’entusiasmo e genuina voglia di stare assieme erano in fondo quello che aveva sempre voluto, e così cominciò la relazione con Sky.

Lucia e Sky trascorsero anni felici: Sky sembrava entusiasta di conoscere il mondo di Lucia, e faceva mille progetti che sembravano sempre miracolosamente adattarsi alla vita e ai desideri di Lucia. Lucia voleva capire quali fossero i desideri di Sky e aiutarlo a realizzarli, ma pareva che Sky non volesse esplorarli troppo, e Lucia pensava che forse avevano personalità diverse e forse chissà era più bravo lui che si lasciava vivere, mentre lei così pianificata era in fondo forse meno spontanea. Decisero di avere un figlio. Sky stava finendo un lavoro che non gli era molto piaciuto e propose di stare a casa ad occuparsi della creatura per i primi mesi successivi alla maternità, per poi trovarsi un nuovo impiego, magari part-time, quando la creatura fosse andata all’asilo.

Lucia pensò che fosse una cosa meravigliosa: un padre presente, una esperienza condivisa che li avrebbe resi ancora più vicini. Erano eccitati, leggevano continuamente libri assieme sull’essere genitori, e sembrava che non vedessero l’ora di conoscere la creatura che si faceva intravvedere sotto la superficie sempre più tesa della pancia di Lucia. I libri erano chiari, c’era un sacco di lavoro da fare, e fare i genitori come aspiravano a farlo Lucia e Sky senza una famiglia di supporto e senza un’offerta di cura qualificata sembrava un’impresa impossibile. Si dissero che tra loro se la sarebbero cavata.

Quando naque Diamonds, Lucia non poteva credere ai suoi occhi: una bimba vera, uscita da lei? Che cosa meravigliosa! Diamonds era grande, lunga, vivace e simpaticissima. Lucia non riusciva a smettere di annusarla e guardarla. Sky ci mise piu’ tempo a innamorarsi di Diamonds, ma era un tipo serio e coscenzioso e, ad eccezione della notte, condivideva tutto l’infinito lavoro di cura richiesto dalla nuova mini-persona che viveva con loro. Passarono alcuni mesi e Lucia tornò a lavorare. Non ci voleva tornare così presto, ma il sistema non prevedeva altre possibilità. Il lavoro era flessibile e Lucia poteva tornare a casa presto e continuare la sera dopo che Diamonds era andata, per qualche ora almeno, a dormire. Non era però flessibile in quantità e con poche ore di sonno e il desiderio di essere una mamma coscenziosa Lucia era sempre più stanca.

Sky, dopo qualche difficoltà iniziale nella gestione della bambina, si organizzò benissimo e oltre a occuparsi della bimba, cui faceva fare mille attività, e della casa. Presto riprese anche a seguire i suoi interessi e i suoi hobbies. Tutti complimentavano Sky per il coraggio di avere fatto una scelta alternativa e dicevano a Lucia come era fortunata di avere accanto un uomo che fosse disposto ad assumersi il ruolo che molte donne non volevano piu’.

Passarono altri mesi, e Sky non dava cenno di cercare lavoro part-time, la bimba cresceva felice, Lucia sembrava sempre più vecchia e Sky sempre più giovane, ma lei era così presa dalla bambina e dal suo lavoro che si era dimenticata di se stessa. Le poche sere in cui non doveva lavorare e non era così stanca da addormentarsi subito dopo cena Sky sembrava essere sempre fuori casa a fare volontariato o a giocare a calcio, e Lucia scriveva un diario un pò triste che non rileggeva mai. Ogni tanto Sky menzionava qualche lavoro per cui aveva fatto domanda o qualche progetto che gli interessava, ma non sembrava perseguire nessuna cosa con molta determinazione, e non sembrava apprezzare nè incoraggiamenti nè offerte di aiuto. Pian piano comiciò a sembrare sempre più assente al di fuori dei suoi impegni con la bambina, e Lucia si rifugiò nel suo lavoro e nella bambina. Oramai sembravano una cooperativa più che una coppia.

Sky era insoddisfatto ed continuamente critico e negativo nei confronti di Lucia, che si sentiva sempre più sola e sempre più vecchia. Le sua colleghe non capivano perchè non si avvalesse di più di asili e nannies, perchè non lasciasse piangere la bambina la notte, perchè non pretendesse che suo marito andasse a lavorare. Però le dicevano anche che era molto fortunata e non si poteva certo lamentare: dove lo trovi un uomo così? E Lucia era confusa, e sempre troppo stanca per pensare. Forse era colpa dei suoi standard? Forse doveva anche lei accettare di passare meno tempo con sua figlia come le sue colleghe? Forse doveva lasciarla piangere la notte? Lucia si tormentava ma le sembrava che l’unico scambio possibile fosse quello tra il suo benessere e quello della bambina e non pareva che ci fossero alternative.

Passarono tre anni, Diamonds era una bambina fantastica, socievole e disinibita. Andava ormai all’asilo tutte le mattine, e Sky riprese a parlare di grandi progetti. Lucia pensò che forse questa volta si sarebbe riusciti a riequilibrare la situazione: se Sky avesse trovato qualcosa che davvero gli piacesse magari si sarebbero potuti permettere un po’ più di aiuto esterno per la cura di Diamonds, e avrebbero avuto soprattutto una relazione più felice. Potersi permettere un supporto di qualità per la cura della loro bimba e la possibilità di realizzarsi entrambi senza fare compromessi di salute o di coppia sarebbe stato bellissimo. Un sogno.

Lucia e Sky sono separati da quattro mesi. Sono in buoni rapporti, vivono in case molto vicine e Diamonds passa metà del tempo con ciascuno dei genitori. Sky lavora e ha ritrovato entusiasmo. Lucia dorme di più e sembra ringiovanita. Hanno una nanny molto simpatica che passa quattro pomeriggi con Diamonds, che continua a essere simpaticissima e bellissima.

Lucia le augura di trovare un mondo che l’aiuti di più a essere mamma, ma non è tanto sicura.

* Lucy in the Sky with Diamonds: mamma emigrata e lavoratrice, papà in casa, una bambina piccola.