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Solo cinque giorni per fare i padri

Foto: Unsplash/ Bernard Hermant

Dal 2019 i padri avranno cinque giorni di congedo obbligatorio. Ecco cosa accadrà alla fine della sperimentazione dei quattro giorni che scade con il 2018. È l'ultima decisione del governo che con un emendamento alla manovra risponde a quello che negli ultimi mesi era diventato un interrogativo ricorrente.

Una notizia positiva solo rispetto alla prospettiva catastrofica della scomparsa del congedo per i padri. Se guardiamo alla lenta evoluzione della misura nel tempo, infatti, quella del governo agisce più come una frenata: i giorni di congedo per i padri sono andati via via raddoppiando negli ultimi tre anni (passando da uno a due, da due a quattro).

Stavolta invece i papà dovranno accontentarsi di un giorno in più (a cui si potrà aggiungere un giorno di congedo facoltativo da utilizzare nel caso in cui la madre rinunci un suo giorno di congedo). Un arco di tempo che resta comunque irrisorio rispetto a quello che, senza citare i soliti virtuosi dell'Europa del Nord, sta già accadendo in Spagna, dove i padri possono chiedere trentacinque giorni di congedo (di cui tredici obbligatori e retribuiti al 100%) e tra due anni potranno beneficiare di sedici settimane, di cui sei obbligatorie e retribuite al 100%, proprio come le madri.

Con il Social Pillar l'Europa ha già stabilito tra gli standard minimi per la parità tra uomini e donne che i congedi di paternità obbligatori e pienamente retribuiti non devono essere inferiori ai dieci giorni. Gli ultimi anni hanno visto un gruppo interparlamentare lavorare a lungo sulla questione in Italia, la proposta, ripresa anche dal presidente Inps Tito Boeri, era di una paternità di almeno quindici giorni, ma alla fine non ne sono stati ottenuti più di quattro. 

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