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Eleanor Roosevelt,
una biografia politica

Foto: Flickr/GPA Photo Archive

Nel libro Eleanor Roosevelt. Una biografia politica (Il Mulino, 2021) Raffaella Baritono, studiosa di storia e politica degli Stati Uniti, ci aiuta ad addentrarci nel percorso di una donna per cui la definizione di “first lady” è del tutto riduttiva

Chi si trovi a passeggiare lungo il Tidal Basin a Washinton D.C., un calmo specchio d’acqua nel cuore della capitale statunitense, dove si riflettono, insieme ai celebri ciliegi in fiore, simbolici edifici e memoriali dalle candide colonne, non può non rimanere sorpreso di trovare, caso unico nel pantheon della storia patria americana, una donna.

Alta, austera, bronzea, si erge con le mani in grembo, davanti al simbolo delle Nazioni Unite, mentre la scritta sottostante recita: Eleanor Roosevelt, first United States delegate to the United Nations. Alla sinistra della statua, una frase del marito, il Presidente Franklin Delano Roosevelt, che, oltre a dare un contributo fondamentale nella evoluzione degli Stati Uniti verso il costituzionalismo sociale, ha aperto la strada alla costruzione dell’ordinamento internazionale del Secondo dopoguerra, basato sulle Nazioni Unite: The structure of world peace cannot be the work of one man, or one party, or one nation…it must be a peace which rests on the cooperative effort of the whole world.

Eleanor Roosevelt è, ad oggi, l’unica first lady rappresentata in un memoriale ufficiale. Come è stato possibile? Il ricco volume di Raffaella Baritono, autorevole studiosa di storia e politica degli Stati Uniti, ci aiuta ad addentrarci nella biografia di una donna per la quale la definizione di “first lady” è del tutto riduttiva, se non addirittura fuorviante. Siamo infatti di fronte a un personaggio politico dei più rilevanti del Novecento, come il libro non cessa di mostrarci, capitolo per capitolo, rinunciando a una costruzione propriamente cronologica, per focalizzarsi sui vari ruoli svolti da Eleanor nella sua vita pubblica: la formazione politica; la first lady; l’attivista; l’internazionalista; la delegata alle Nazioni Unite.

Nata nel 1884 in una ricca famiglia dell’élite più prestigiosa della costa atlantica, passata attraverso vicende personali assai usuali nel suo ambiente (studentessa in un esclusivo pensionato per signorine in Europa, giovane sposa di un lontano cugino sprovvista di educazione superiore e di un mestiere, madre a ripetizione di una sequenza di bambini, e poi moglie tradita, chiamata ad essere stampella e sostegno di un marito autorevole dalla salute malandata), la figura di Eleanor Roosevelt continua a stupire per la sua capacità di andare oltre i confini di un destino che sembrava confinarla in un ruolo già scritto.

Al contrario. La giovane rampolla dell’upper class newyorkese darà un contributo inestimabile alle tante battaglie che hanno aiutato a forgiare, lentamente e non senza contraddizioni, quel pilastro della democrazia occidentale che restano ancora gli Stati Uniti: le battaglie dei lavoratori, delle donne, dei movimenti pacifisti, dei movimenti per l’eguaglianza razziale, dell’internazionalismo. Il tutto senza scardinare il sistema, sociale e istituzionale, del quale si è trovata ad essere parte, operando con grande realismo, attraverso una politica dei piccoli passi, sempre capace di trarre dal suo tesoro “cose antiche e cose nuove”.

Il volume di Raffaella Baritono tralascia, a differenza di altre, innumerevoli biografie di Eleanor Roosevelt, gli aspetti più strettamente privati, scegliendo di concentrarsi sulla figura politica, seguendola in una evoluzione che ci trasporta, con dovizia di fonti e di documentazione, attraverso decenni di storia statunitense e mondiale, ai massimi livelli.

Non dimentichiamo che, ancora adolescente, Eleanor è la nipote prediletta del presidente Theodore Roosevelt (che sarà alla Casa Bianca per due mandati, dal 1901 al 1909), uno dei primi a tentare una reazione al dilagare del capitalismo sregolato, e che il marito Franklin Delano inizia la carriera politica fin dagli anni della Prima guerra mondiale, nei quali è viceministro della marina, per divenire poi governatore dello Stato di New York e quindi, a partire dal 1933, presidente eletto per quattro mandati, chiamato ad affrontare la drammatica crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale.

Una donna sempre ai massimi livelli, ma non solo. Il pregio principale del libro è, a mio avviso, la capacità di mostrare il percorso politico di Eleanor Roosevelt con uno sguardo “dal basso”, ovvero evidenziando le radici profonde, ben piantate nel tessuto dell’associazionismo e della società civile.

Al punto che Baritono parla di una seconda nascita di Eleanor, che avviene quando avvia la sua attività politica nell’ambito dei movimenti delle donne, a sostegno del suffragio, dell’eguaglianza e della pace nell’epoca della presidenza Wilson: una sorta di “rinascita dal basso”, che trasforma il suo destino. La linfa di cui si abbevera Eleanor, dalla quale trae la sua capacità di innovazione, è nella miriade di contatti, amicizie, legami con i movimenti che attraversano la società statunitense della prima metà del secolo. A partire dai social workers con i quali lavora da giovanissima, tra gli immigrati dei quartieri più poveri del Lower East Side di Manhattan, passando per le associazioni femminili nelle quali si forgia, per arrivare ai movimenti internazionalisti in lotta per evitare l’isolazionismo statunitense e creare un nuovo ordine mondiale nel secondo dopoguerra, fino a giungere all’opposizione al maccartismo e all’invocazione in favore di una democrazia sempre più inclusiva negli anni Cinquanta.

Nella lettura del volume di Baritono, colpisce la grande capacità di Eleanor Roosevelt di lasciarsi trasformare dagli incontri che costellano la sua esperienza di donna politica immersa nella società. È davvero incredibile, e fonte di grande ispirazione ancora oggi, come, in un’epoca nella quale la maggior parte dei contatti doveva necessariamente svilupparsi in presenza, Eleanor riesca ad avere sempre ben chiaro il polso della nazione, e a farsene portatrice, con tutti gli strumenti di cui dispone, non ultimo l’anomalo (almeno ai nostri occhi di europei) ruolo di first lady, con il suo corollario di visibilità, interventi pubblici, influenza politica, anche indiretta.

Nel suo Partito, il Partito democratico, e nelle istituzioni, dal governo degli Stati Uniti fino alle Nazioni Unite, sempre in ascolto delle mille voci di un’epoca complessa, comprese le istanze dei soggetti più lontani e dimenticati. Benché i decenni successivi alla sua morte, avvenuta nel 1962, abbiano visto gli Stati Uniti e l’Occidente prendere spesso altre direzioni, abbandonando e finanche rigettando, in molti casi, i valori che hanno guidato l’attività politica di Eleanor Roosevelt, la sua figura continua a trasmetterci una testimonianza viva. Anzi. Proprio in un’epoca di inaridimento delle sorgenti ideali e di una politica che appare come un mero gioco di potere, essa può farci intravedere una strada, concreta e quotidiana, per operare per il bene comune, traendo linfa e stimoli dai contesti in cui, a tutti i livelli, siamo di volta in volta immersi.

Mi piace concludere richiamando le parole di uno degli ultimi discorsi di Eleanor Roosevelt alle Nazioni Unite, il 27 marzo 1953, citato nel volume. “Dopo tutto, dove iniziano i diritti umani?”, si chiese. Per rispondere che iniziano “nei piccoli luoghi vicino casa – così vicini e così piccoli da non potersi individuare su nessuna mappa del mondo. Eppure, essi sono il mondo delle singole persone: il quartiere in cui si vive, la scuola che si frequenta, la fabbrica, la fattoria o l’ufficio in cui si lavora. Questi sono i posti in cui ogni uomo, donna o bambino cercano uguale giustizia, uguali opportunità, eguale dignità senza discriminazioni. Se questi diritti non hanno significato lì, hanno poco significato da altre parti. In assenza di interventi organizzati di cittadini per sostenere chi è vicino alla loro casa, guarderemo invano al progresso nel mondo più vasto. Quindi noi crediamo che il destino dei diritti umani è nelle mani di tutti i cittadini in tutte le nostre comunità”.

Raffaella Baritono, Eleanor Roosevelt. Una biografia politica, Il Mulino, 2021

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