Sempre più spesso le donne rinunciano alla maternità di fronte a condizioni materiali e culturali che la rendono un percorso a ostacoli nella piena realizzazione di sé. Che fine fanno i desideri mentre le istituzioni continuano a sostenere un modello di famiglia che non corrisponde più alla realtà? Il commento a partire dai dati contenuti nel rapporto Le equilibriste di Save the Children
Dati
Le donne di origine straniera in Italia stanno gradualmente diventando più presenti e attive nel tessuto produttivo, cogliendo con intraprendenza nuove possibilità di fare impresa, soprattutto in settori ad alto livello di specializzazione e competenze come quello tecnico-scientifico. Lo confermano i dati dell'ultimo rapporto su immigrazione e imprenditoria in Italia
Mentre le grandi aziende fanno marcia indietro sullo smart working, i dati confermano che a partire dalla pandemia la flessibilità lavorativa si è rivelata un'occasione per una migliore distribuzione dei carichi di cura nelle case, che favorisce la partecipazione femminile al mercato del lavoro, soprattutto nelle aree sfornite di servizi. Il prezzo, tuttavia, è ancora una conciliazione che pesa in modo sproporzionato sulle donne
Oggi a lasciare il Sud sono soprattutto le laureate con alte qualifiche e le persone con più di 75 anni che si ricongiungono alle figlie per farsi assistere o dare una mano con la cura dei nipoti. Nuove migrazioni in un paese dove la transizione all’età adulta rallenta i percorsi di autonomia delle giovani generazioni e il welfare si regge ancora tutto sulle spalle delle famiglie
Che qualità offrono oggi i nidi in Italia? La risposta varia in modo consistente a seconda della posizione geografica. Da Nord a Sud, da paesi a città, cambiano di molto le quote per accedere ai servizi e di conseguenza il tipo di servizi a cui accedono le famiglie. A essere penalizzate sono soprattutto quelle con reddito basso e composte da persone straniere, le madri che sopperiscono alle carenze dei servizi, e le educatrici, che dopo anni di precariato e di salari bassi a fronte di grandi responsabilità abbandonano la professione
Le basse retribuzioni a cui vanno incontro le donne nel mercato del lavoro non hanno soltanto un impatto immediato sulla sicurezza economica delle lavoratrici, ma anche conseguenze di lungo periodo in termini di pensioni future, autonomia finanziaria e prospettive di mobilità sociale. Un'analisi sulla povertà lavorativa a partire dall'ultimo rapporto annuale su mercato del lavoro e politiche di genere dell'Istituto per l'analisi delle politiche pubbliche
Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani sono il tema al centro della nuova inchiesta realizzata dal collettivo Espulse in collaborazione con IrpiMedia. Un fenomeno che riguarda una giornalista su due all'inizio della carriera e in cui nella maggior parte dei casi sono coinvolti uomini in posizioni di potere, come direttori e caporedattori
Dai dati sulle vittime di tratta intercettate in Italia emergono dinamiche non lineari che parlano di un sistema incapace di tradurre la domanda di aiuto in riconoscimento, lasciando moltissime persone – soprattutto donne – prive del sostegno di cui avrebbero bisogno. Se rompere il silenzio è possibile, lo è altrettanto attraversare le soglie che separano il racconto, la valutazione e l’accesso effettivo ai percorsi di tutela?
In Italia le donne più istruite con occupazioni altamente qualificate che diventano madri tendono a rientrare al lavoro più rapidamente dopo il congedo rispetto al passato. Un cambiamento che va di pari passo con una maggiore condivisione della cura da parte dei padri e che dovrebbe essere sostenuto da politiche improntate alla parità, a partire da una distribuzione più equa dei congedi. I risultati di uno studio condotto dall'Università Sapienza di Roma e di Chieti-Pescara
Con il recepimento in corso della direttiva europea sulla trasparenza salariale si riapre il dibattito sul gender pay gap. Come misurarlo se superare le differenze salariali su base oraria non è sufficiente a risolvere le forti disparità di reddito che ancora separano uomini e donne nel nostro paese? Un'analisi a partire dai dati
I percorsi universitari sono ancora frutto di scelte che avvengono nel solco degli stereotipi, portando le ragazze a puntare sulle materie che hanno a che fare con l'educazione e la cura molto più che su quelle scientifiche, per essere poi penalizzate nel mercato del lavoro. Il quadro a partire dall'anteprima del nuovo Rapporto di genere di AlmaLaurea
Le ragazze che decidono di lasciare il Sud e le Isole in Italia lo fanno con più convinzione rispetto ai loro coetanei. A pesare sono soprattutto la carenza di servizi e opportunità e gli stereotipi di genere che le vorrebbero relegate a ruoli tradizionali. Ma c'è anche chi sceglie di restare puntando sul cambiamento. I risultati di due indagini dell'Università di Salerno