Annalisa Rosselli

Insegna Storia dell’economia politica all’Università di Roma Tor Vergata ed è membro dell’Accademia dei Lincei dal 2018. Dal 2016 al 2019 è stata la prima donna a ricoprire l’incarico di presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE). Oltre all’attività accademica, in Italia ha collaborato con numerose amministrazioni e istituzioni a progetti di bilancio di genere e insegnato a corsi di formazione e master sul tema dell’uguaglianza di genere. Fa parte dell’European gender budgeting network che nel 2018 ha pubblicato Gender budgeting in Europe sulle esperienze di bilancio di genere in Europa.

Articoli pubblicati

Quella da coronavirus, o Covid-19, appena dichiarata pandemia dall'Organizzazione mondiale della sanità, sta già avendo un impatto sulla vita delle persone e sull'economia. Ma ci sono almeno tre vittime che non rimpiangeremo

ArticoloEuropa - salute - welfare

Padri: quanto costerebbero due mesi di congedo obbligatorio in un paese dove i giorni di paternità sono ancora pochissimi e poco utilizzati

Articoloconciliazione - finanza pubblica - politiche

Investire in cura, istruzione e salute conviene a tutti e aumenta l'occupazione, soprattutto femminile

Articolocrisi economica - cura - finanza pubblica - politiche

Non è un orpello, né un fiore all'occhiello. E neppure una buona pratica da lasciare alla buona volontà delle singole amministrazioni. Ma uno strumento essenziale per valutare gli effetti delle spese e delle entrate di un bilancio pubblico su donne e uomini. Tanto più in tempi di crisi

Articolofinanza pubblica

Le ragioni dell'abolizione della Tasi sulla prima casa sono soprattutto politiche ed elettorali. Un'analisi di genere, sulle tracce di una passione tutta italiana, quella per il "mattone"

Articolocrisi economica - famiglie - finanza pubblica - politiche - spesa pubblica

Le donne non sono certo più buone degli uomini, eppure tendono a essere meno inclini a compiere e giustificare comportamenti antisociali, come accettare una tangente o comprare oggetti rubati. Sarà perché sono socializzate in un certo modo, perché meno avverse al rischio o più spaventate delle conseguenze? Oppure si tratta ancora della loro esclusione dal potere? Diversi studi hanno raccolto evidenze e provato a dare risposte

Articolopari opportunità - stereotipi - storie

Con il nuovo sistema di reclutamento e promozione nell'università italiana, la differenza di genere si è accorciata. Ma l'abilitazione non basta per ottenere la nomina. I giochi sono perciò ancora aperti, e resta da capire perché più si sale nella scala gerarchica e meno le donne si candidano a partecipare

Articoloricerca - università

La svedese Electrolux non è nuova alle politiche di svalutazione del lavoro e delocalizzazione degli impianti. Nel 2005 è toccato agli operai tedeschi, oggi agli italiani, domani, chissà, ai polacchi. Una storia tutta europea che si dispiega sullo sfondo di un dato sulla disoccupazione senza precedenti, dove le regole non esistono e a vincere sono sempre gli stessi. Cambiare prospettiva sulla domanda può essere il primo passo, per interrompere il circolo.

ArticoloEuropa - industria - lavoro

Per molte giovani la maternità è un diritto impossibile. Ma non si risolve il problema con un assegno universale, svincolato dal diritto a un reddito e a un lavoro decente. Una critica ad alcune proposte del gruppo Maternità&Paternità: cambiare il welfare è necessario, ma senza salti all'indietro

Articolopari opportunità - lavoro

Donne e uomini hanno bisogni diversi e usano la città in modo diverso. Come nasce un bilancio di genere, come può aiutare un comune a fare le sue scelte. Intervista con Fortunata Dini, assessora a San Giuliano Terme: uno dei pochi comuni italiani che fa i conti con il genere

Articolofinanza pubblica