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La decisione americana che colpisce tutte

Foto: Unsplash/ davide ragusa

Da molti anni sappiamo che rendere l'aborto illegale significa renderlo pericoloso per le donne, oltre che ostacolare la loro libertà di scelta. In un mondo dove quasi la metà delle gravidanze sono indesiderate, è fondamentale tenerne conto. Diversamente, lo stesso obiettivo 3 dell'Agenda per lo sviluppo delle Nazioni Unite sulla alla salute delle madri rischia di diventare un'utopia difficilmente raggiungibile.

Con l'abolizione della sentenza "Roe v. Wade" del 1973 la Corte Suprema degli Stati Uniti colpisce direttamente la salute e i diritti delle donne e delle ragazze, andando a inserirsi in un discorso pubblico che ha conquistato terreno e si è consolidato con le politiche di Trump, ma che va ben oltre i confini americani ed è capace di avere un impatto importante anche a livello internazionale.

Nel 2021, lo European abortion policies atlas a cura dello European Parlamentary Forum e dell'International Planned Parenthood Federation ha mostrato bene quanto l’accesso all’aborto sia estremamente fragile anche in Europa. 

"L'obiettivo di indebolire il diritto alla salute sessuale e riproduttiva e, più in generale, i diritti umani sta attraversando gli Stati Uniti come l’Europa" ha commentato l'Associazione italiana delle donne per lo sviluppo (Aidos), che ha diffuso la pubblicazione in Italia. "Quello che emerge dal report e quello che sappiamo da tempo, i dati lo confermano, è che vietare l’aborto non significa ridurre il numero di interruzioni volontarie di gravidanza. Quello che aumenta sono invece gli aborti clandestini". 

Aidos ricorda che lo scorso giugno il Parlamento europeo ha sollecitato gli stati membri e le istituzioni europee a fare una serie di passi concreti per salvaguardare il diritto umano alla salute sessuale e riproduttiva. E conclude: "noi continueremo a lavorare per proteggere e affermare i diritti di tutte le persone, la salute sessuale e riproduttiva e l’autodeterminazione. Questa battaglia di negazione dei diritti e dell’autonomia corporea di tutte le persone, portata avanti da partiti e gruppi conservatori, è un arretramento pericoloso".

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