Valeria Tevere

Avvocata e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, indirizzo internazionalistico ed europeo. La sua ricerca è prevalentemente orientata sul tema dei diritti umani delle donne. È socia del centro per gli studi interdisciplinari di genere dell'Università di Trento e aderisce alle attività di Ogepo (Osservatorio interdipartimentale sugli studi di genere) dell'Università di Salerno. Dal 2014 ricopre anche la carica di Presidente della sezione di Salerno dell'A.D.G.I. (Associazione Donne Giuriste Italia), aderente alla Federation Internationale des Femmes des Carrieres Juridiques. Dal 2020 è nella European Women Lawyers (EWLA) con sede a Bruxelles, dal 2018 fa parte del gruppo "giuriste" di Reama network, progetto della Fondazione Pangea onlus.

Articoli pubblicati

Le donne devono poter lavorare senza pressioni e aggressioni basate su genere e sesso. Lo ribadisce la Convenzione di Ginevra, ratificata in Italia a inizio 2021 e che si applica non solo in ufficio, ma anche alle attività a distanza

Articolo

L'Organizzazione mondiale della sanità ha definito la violenza sulle donne "una pandemia invisibile" che continua a rappresentare la maggiore minaccia alla salute pubblica globale. D'altra parte, gli stati hanno tutti gli strumenti per contrastarla. A partire, in Europa, dalla Convenzione di Istanbul

Articolopandemia - politiche - salute - violenza

Con la ratifica della Convenzione di Istanbul l'Italia non può più trascurare la persecuzione di genere. Lo conferma una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione sul caso di una donna nigeriana che aveva chiesto la protezione internazionale dopo essere stata perseguitata come donna nel suo paese d'origine

Articolodiritti - migrazioni - violenza

La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per aver violato gli obblighi europei nella gestione di un caso di violenza domestica. Servono istituzioni più preparate

ArticoloEuropa - politiche - violenza

Negli ultimi anni il diritto internazionale sta adottando interpretazioni sempre più sensibili al genere. È il caso della Corte penale internazionale che in Uganda ha aperto la strada alla criminalizzazione dei matrimoni forzati

ArticoloAfrica - diritti - violenza