La nostra ricognizione sull'impatto di genere della crisi in Europa prosegue con il caso islandese. Come in altri paesi, il primo effetto della crisi ha colpito soprattutto i maschi. Ma qui è mancata la fase 2, la stretta sui bilanci pubblici, che altrove ha colpito soprattutto le donne. E gran parte del costo del riequilibrio è stato pagato dall'estero
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Con la crisi il divario occupazionale tra uomini e donne migliora notevolmente, ma a uno sguardo più attento scopriamo come a perdere sono tutti e a guadagnarci non sono le donne. E come gli altri governanti europei, anche Zapatero vara un'austerity che mette a rischio lavori e servizi
Anche l'Inghilterra prende la strada dei tagli al bilancio, senza curarsi dell'impatto di genere dei nuovi provvedimenti. Che aumentano il costo della vita e dei servizi, e colpiscono il pubblico impiego, a maggioranza femminile. In più, tagliano i programmi-chiave per il sostegno alle madri
Il federalismo si intreccia con la manovra, in un mix che diventa un pacchetto di mischia. Salta il dialogo necessario per avviare la riforma che cambierà la faccia di molti beni e servizi pubblici. Una riforma che ha ancora molti punti critici; e gli enti locali rischiano di trovarsi senza fondi e senza poteri
Una manovra recessiva in piena recessione: l'inquietudine per il paradosso delle misure del governo si diffonde. Meno diffusa è la valutazione del loro impatto sulle donne: colpite due volte, come protagoniste del pubblico impiego e come beneficiarie dei servizi tagliati. In tempi e quantità
Soldi e potere: come li vedono le socie di una Mag, mutua di autogestione finanziaria. Una ricerca sul campo, che cerca di rispondere alla domanda: possono la finanza etica e il microcredito combattere l'esclusione finanziaria delle donne?
Il Portogallo è uno dei paesi più a rischio nell'Europa che traballa. L'impatto di genere della crisi non è univoco: nel settore privato sono più colpiti gli uomini e nel pubblico le donne. Ma queste ultime sono le più colpite dalla politica restrittiva del governo
I comuni vengono vincolati al rispetto del Patto di stabilità, ma non possono decidere in autonomia spese ed entrate. Così tagliano le infrastrutture sociali, i servizi più utili per le donne e il loro lavoro. Che succederà con il federalismo?
Dalla Grameen Bank in poi, il microcredito è uno strumento innovativo che nel mondo beneficia soprattutto le donne, altrimenti penalizzate dall'esclusione finanziaria. Non è così in Italia, dove le "microimprenditrici" ricevono meno di un terzo dei prestiti totali in questo settore
Che sia per motivi sociali o culturali, certo è che le donne amano di meno il rischio su questioni economiche. E dunque che è meglio non "premiare" l’assimilazione con i modelli maschili sul lavoro: se la diversità assicura benefici, teniamocela stretta
La Grecia arriva al centro della scena, esempio tragico della fragilità della governance dell'Eurozona. La crisi dell'economia e del debito colpisce duramente le donne, soprattutto giovani e outsider . Ma quel che succederà dipenderà molto dalla loro capacità di reazione
Una comparazione europea mostra come, nel caso italiano, il sistema del quoziente avrebbe l'esito di togliere ai poveri per dare ai ricchi. Nella discussione politica si enfatizza l'aggettivo "familiare" e si nascondono gli effetti regressivi del sistema