Le fotografe sono protagoniste nell'ottava edizione del festival internazionale di fotografia Cortona on the move, appena inaugurato e che resterà aperto al pubblico fino al 30 settembre
Donne che raccontano il mondo. L’ottava edizione del festival internazionale di fotografia di Cortona, Cortona on the move, è invasa dallo sguardo femminile. La direttrice artistica Arianna Rinaldo spiega perché ha voluto focalizzare questa edizione sulle fotografe donne: "Raccontiamo le storie del mondo in cui viviamo, e lo facciamo con il lavoro di artisti che usano il linguaggio di oggi". E oggi "i diritti delle donne, o la loro mancanza, sono in prima linea nelle discussioni a livello politico e sociale. Le donne si fanno sentire in vari settori: salari più equilibrati, presa di coscienza dei casi di abusi, giustizia e diritti umani".

Dunque, fotografe che sono autrici e protagoniste principali delle storie. Come nel conturbante lavoro di Elinor Carucci, Getting closer, becoming mother: about intimacy and family, un’opera lunga anni, sulla sua stessa maternità messa sotto l’obiettivo e raccontata "il più onestamente possibile", per usare le parole dell’autrice, nella sua complessità. E in quello di tanya Habjouqa sulle donne siriane rifugiate in Giordania.

Ma, prosegue Rinaldo, "essere artista donna non significa solo raccontare le donne": ed ecco allora lo straordinario reportage della documentarista statunitense Debi Cornwall da Guantanamo Bay, il centro di detenzione americano a Cuba; e il viaggio visionario di Sanne De Wilde nell’isola degli 'acromati', una comunità portatrice di un raro gene che vede il mondo in bianco e nero.
Moltissimi altri sono gli spunti e ricchissime le storie da leggere girando per Cortona, nei luoghi del festival. Che ha appena celebrato la sua inaugurazione, e resterà aperto fino al 30 settembre.
Foto: Sanne De Wilde, Elinor Carucci, Debi Cornwall