È professoressa ordinaria all’Università di Salerno, dove insegna Geografia politica ed economica, Geografia e globalizzazione e Turismo e sostenibilità. La sua attività di ricerca si concentra sull’analisi dei processi di sviluppo territoriale in contesti fragili e marginali, con particolare attenzione alle aree interne e alle periferie urbane. In questa prospettiva, si occupa di strategie di sviluppo e processi di rigenerazione place based, fondati sul capitale territoriale e su approcci community-driven. Ulteriori ambiti di interesse riguardano il turismo e la sua (in)sostenibilità, l’uso della cartografia e dei sistemi informativi geografici come strumenti di supporto all’analisi territoriale e alle politiche pubbliche. Su questi temi ha partecipato a progetti di ricerca nazionali e internazionali e ha pubblicato oltre un centinaio di articoli in volumi e riviste accademiche di fascia A.
ARTICOLI PUBBLICATI
Oggi a lasciare il Sud sono soprattutto le laureate con alte qualifiche e le persone con più di 75 anni che si ricongiungono alle figlie per farsi assistere o dare una mano con la cura dei nipoti. Nuove migrazioni in un paese dove la transizione all’età adulta rallenta i percorsi di autonomia delle giovani generazioni e il welfare si regge ancora tutto sulle spalle delle famiglie
Le ragazze che decidono di lasciare il Sud e le Isole in Italia lo fanno con più convinzione rispetto ai loro coetanei. A pesare sono soprattutto la carenza di servizi e opportunità e gli stereotipi di genere che le vorrebbero relegate a ruoli tradizionali. Ma c'è anche chi sceglie di restare puntando sul cambiamento. I risultati di due indagini dell'Università di Salerno