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Norvegia: parità nella ricerca
a metà del fiordo

Director General of the Norwegian Biotechnology Advisory Board

Le norvegesi pensano che ci sia ancora tanto da fare, anche se con una volontà politica forte e azioni mirate, hanno ottenuto risultati concreti verso una maggiore presenza delle donne ai vertici della ricerca.

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Il Consiglio delle Ricerche di Norvegia (RCN) utilizza la parità di genere come criterio di selezione per la valutazione dei finanziamenti ai progetti di ricerca, a parità di tutti gli altri fattori legati alla qualità. Inoltre, in molti casi i testi dei bandi mettono in evidenza il punto di vista della parità di genere nel processo di valutazione. I testi dei bandi lanciano segnali forti su ciò che ci si attende dai progetti di ricerca. Quindi, dichiarare che nel valutare le proposte di ricerca verrà data precedenza ai progetti di ricerca che promuovono un migliore equilibrio di genere, ad esempio perché hanno una donna come project manager, incoraggia naturalmente i candidati a considerare anche aspetti di parità di genere nel progettare e preparare i progetti di ricerca.

 La politica norvegese promuove l’uso di requisiti di parità nei bandi e nella valutazione dei progetti di ricerca da finanziare, ma non solo, tutti gli enti pubblici sono tenuti per legge a impegnarsi nella promozione della parità tra uomini e donne e a documentare ogni anno gli obiettivi da raggiungere e i risultati ottenuti. Nell’ambito di questa politica, le università hanno adottato piani di azione per la promozione delle pari opportunità, e annualmente riferiscono al Ministero dell’istruzione e della ricerca. Vediamo alcuni esempi.

Prima del 2003, anno in cui sono stati introdotti i criteri di parità nella valutazione dei progetti di ricerca, non c’erano donne in posizioni apicali nei Centri di eccellenza. Da allora le donne in posizioni manageriali sono progressivamente aumentate e, ad oggi, il 23% dei CdE è  guidato da donna. Agli istituti di ricerca che vogliono istituire un CdE viene chiesto di includere nel programma di attività obiettivi di parità. In particolare, devono incoraggiare le nomine di donne direttrici e ricercatrici senior e darsi degli obiettivi relativi alla percentuale di donne presenti nello staff a tutti i livelli: dottorato, post dottorato, ricercatori e dirigenti.

Il Ministero dell'istruzione e della ricerca ha istituito il Comitato per l'equilibrio di genere nella ricerca (Comitato KIF) per promuovere la parità nelle università. Il Comitato offre incentivi e linee guida per l’attuazione di misure specifiche. Grazie all’opera di sensibilizzazione e di sostegno operativo offerto dal comitato, le università sono diventate più inclusive. L’approccio del KIF ha avuto successo perché ha coinvolto la leadership, il loro metodo si basa, infatti, sull’incontrare i manager e discutere insieme a loro quali sfide,  vantaggi, e azioni possibili per disegnare un piano di azione per la parità.

L’Iniziativa sul bilancio di genere nei ruoli senior e manageriali nella ricerca (BALANSE) è un programma promosso di recente dal Consiglio delle Ricerche per aumentare il numero di donne nelle posizioni di vertice. La prima tornata di finanziamenti nel 2013 ha premiato chi dimostrava di avere una chiara comprensione delle difficoltà che incontrano le donne nel fare carriera nella ricerca e proponeva idee innovative per affrontarle. I vincitori dei finanziamenti hanno il compito di condividere con tutta l’organizzazione i risultati dei progetti e integrare le migliori pratiche nell’organizzazione del lavoro, e contemporaneamente di condividere quello che hanno appreso con gli altri progetti finanziati nell’ambito dello stesso programma. La novità di questo programma è che coinvolge l’intero sistema di ricerca, inclusi gli istituti privati.