Dopo una forte spinta iniziale, la priorità che la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha dato a parità di genere e diritti delle persone Lgbtqia+ e migranti si è progressivamente ridotta. A che punto siamo oggi secondo sei studiose, a partire da un recente volume pubblicato da Oxford University Press
pari opportunità
Chi paga il prezzo più alto del debito pubblico? Un'analisi condotta dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo su 85 paesi in via di sviluppo non lascia spazio a dubbi. Contrazione dell'occupazione femminile e calo dei redditi delle lavoratrici sono la moneta con cui le donne stanno già pagando il prezzo più alto di un deficit che non hanno contribuito a creare
Come stanno le persone Lgbtqia+ in Europa? Dalla nuova Rainbow Map di Ilga Europe, network che connette più di 700 organizzazioni di 57 paesi, lo stato dei diritti appare tutt'altro che risolto. E l'Italia dal 2017 non fa che peggiorare la sua posizione in classifica. A dieci anni dall’introduzione delle unioni civili è l'occasione giusta per ricordare che nessuna conquista, nemmeno la più elementare, è garantita
I piani per l'uguaglianza di genere possono innescare un cambiamento strutturale di lungo periodo nella comunità e nella cultura degli atenei. Lo mostra bene il caso del Politecnico di Torino, un esempio virtuoso di come i gender equality plan siano strumenti efficaci per favorire la carriera delle donne, specialmente in ambito tecnico-scientifico
Il decreto legislativo con cui l'Italia sta attuando le direttive europee sull'istituzione di organismi di parità indipendenti rischia di essere un'occasione persa per la democrazia. Considerare uguaglianza, antidiscriminazione e pari opportunità come temi prioritari significa affidarne la tutela a strumenti e istituzioni efficaci. Il commento dell'ex direttore generale dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio
Il tentativo, durante la 70esima sessione della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne a New York, di ripensare il modo in cui si fa riferimento alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi delle donne e al genere è un chiaro segnale di come, a livello internazionale, la partita della parità si gioca sul terreno dei diritti e del linguaggio
Le donne sono al centro dell’uso quotidiano dell’energia, eppure restano ai margini di programmi di consumo e processi decisionali che riguardano la gestione economica delle risorse. Per una transizione verde davvero sostenibile c'è bisogno di ripensare politiche, tecnologie e strumenti digitali che le rendano protagoniste di un mercato decisivo per la definizione degli orizzonti che ci aspettano
Nell’anno dell’ottantesimo anniversario delle Nazioni Unite, il Segretario generale António Guterres ha annunciato un progetto di riforma volto a ripensare strutture, priorità e funzioni dell'organizzazione per rispondere con più efficacia alle grandi sfide del presente. Perché questo avvenga sarà necessario però presidiare diritti umani, parità di genere e salute sessuale e riproduttiva delle donne, un passaggio tutt'altro che scontato nella transizione in atto
Con una consultazione pubblica, la Commissione europea apre l'opportunità di esprimersi in merito alla prossima strategia per la parità di genere, che plasmerà il futuro dell'Europa in termini di uguaglianza e pari opportunità per i prossimi 5 anni
In Italia le donne sono ancora penalizzate rispetto agli uomini nell'accesso al credito, soprattutto al Sud. Una disparità che si ripercuote anche sulle imprenditrici, limitandone le capacità di investimento. Serve un'educazione finanziaria per scardinare pregiudizi e stereotipi di genere ancora così presenti nel mondo della finanza
La dichiarazione politica adottata nella 69esima Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne non contiene riferimenti alla salute sessuale e riproduttiva, ai diritti delle persone Lgbtqia+ e agli effetti della crisi climatica sulle vite delle donne. Omissioni inaccettabili per un mondo che non può tornare indietro sulla parità di genere
Sebbene sia aumentato il numero delle rettrici, in Italia le donne sono ancora sottorappresentate nelle posizioni di leadership all'interno delle università. E i dati disponibili, in contrasto con le indicazioni dell'Unione europea, sono ancora troppo pochi