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Serve un piano per l'educazione

Foto: Unsplash/ Joshua Hanks

"Nel mondo 1 miliardo e 650 milioni di minori hanno interrotto le normali attività scolastiche per l’emergenza Covid-19. In Italia sono 9,8 milioni, il 16,8% della popolazione. "È importante mettere al centro dell’agenda politica un investimento su di loro che rappresentano il presente e il futuro del paese a cui sono legate le opportunità di sviluppo economico e civico di tutta la collettività". L'appello arriva da nove reti della società civile, che comprendono centinaia di realtà del terzo settore, dell’associazionismo civile, professionale e del sindacato, e che hanno scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte per chiedere un piano strategico nazionale e destinare al sistema dell’educazione il 15% degli investimenti previsti per la ripresa. 

"In questi mesi di lockdown dovuti al diffondersi dell’epidemia, milioni di bambini e adolescenti, con i loro genitori, hanno subito una doppia crisi, economica ed educativa, in un paese che mostrava già dati allarmanti e gravi disuguaglianze nelle opportunità di crescita, di apprendimento e di sviluppo" si legge nella nota diffusa dalle reti, che alla lettera hanno allegato un documento in cinque punti con l'obiettivo di aprire un’interlocuzione con il governo.

"Un milione e 137 mila, pari all'11,4% (dato 2019) sono i minorenni che in Italia vivono in povertà assoluta, il 14,5% degli e delle adolescenti abbandona la scuola, il 12,3% dei ragazzi/e tra 6-17 anni vive in case prive di strumenti informatici, pc o tablet, il 10,5% dei ragazzi/e tra 15 e 19 anni non è occupato e non é inserito in un percorso di formazione" continua la nota.

Un'emergenza solo resa più grave dalla pandemia, ma che ha radici più lontane. Le nove reti firmatarie ritengono fondamentale e strategico intervenire per colmare i gravi squilibri demografici e sociali a svantaggio delle nuove generazioni, erose dalla bassa natalità e ad alto rischio di povertà materiale ed educativa.

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