Igiaba Scego, Claudia Durastanti, Saba Anglana, Nadeesha Uyangoda, Elvira Mujčić. Cinque scrittrici, cinque sguardi inediti per raccontare Roma, un evento letterario alla riscoperta di una città diversa e ancora inesplorata, il 1 gennaio ai Musei Capitolini
Il 1 gennaio 2025 nell’ambito del programma Roma Capodarte 2025 all’Esedra di Marco Aurelio ai Musei Capitolini di Roma alle ore 17.00 si incontreranno le scrittrici Igiaba Scego, Claudia Durastanti, Saba Anglana, Nadeesha Uyangoda, Elvira Mujčić per dare vita a un racconto plurale su Roma. Ecco perché le abbiamo scelte.
Quando penso a Roma, la città in cui abito, mi piace immaginare un ecosistema aperto, millenario crocevia di persone e identità, nel quale l’arte e la cultura, intese come patrimonio collettivo che alimenta lo scambio di idee e visioni, costruiscono comunità nei quartieri, sui territori, nei mercati, nei musei aperti o nei festival in piazza. Una città complessa e complicata dove si combinano gli immaginari. Per questo abbiamo scelto un percorso di letture per provare a raccontare questa metropoli del mondo.
Per secoli Roma ha avuto un ruolo dominante nel bacino del Mediterraneo, da un punto di vista politico, economico e militare ed è stata luogo di produzione di narrazioni che troppo spesso nei secoli successivi, sono stati riprese e piegate a una prospettiva colonialista e suprematista.
Come spiega bene Alice Borgna in Tutte storie di maschi bianchi morti, per parlare di Roma bisogna abbandonare l’idea che i valori della “civiltà classica” siano superiori e iniziare a raccontare la storia di una città che era invece ponte tra culture diverse, più multietnica di quanto crediamo, come dimostrano i lavori di Mary Beard, storica e saggista britannica, che racconta le tracce delle tante culture che hanno lasciato un segno nella città attraverso i secoli. Tra i suoi lavori segnalo Donne e potere e SPQR, storia dell’antica Roma ma anche il documentario - in lingua inglese - Meet the Romans with Mary Beard, del 2012.
Cosa possiamo fare oggi per restituire una narrazione realistica della città? La prima risposta è che possiamo metterci in ascolto e valorizzare tutte le voci che la attraversano e che rendono Roma città del mondo, mescolata e plurale. Una città in cui le culture non coesistono come entità separate, ma si intrecciano e trasformano grazie alle relazioni tra le persone.
Per questo abbiamo scelto alcune scrittrici che amano Roma e che, nelle loro vite, nel loro lavoro e nei loro scritti combinano eredità culturali diverse, riflettono incontri tra mondi e spostano al centro luoghi e spazi trascurati dalla narrazione ufficiale: la Roma coloniale le cui tracce tossiche compaiono in tutti i lavori di Igiaba Scego come nel suo ultimo romanzo Cassandra a Mogadiscio; il mare di Roma e il treno che da Piramide porta a Ostia in La signora Meraviglia, il memoir saga familiare di Saba Anglana; il carcere di Rebibbia, la periferia Est e le barriere invisibili che paralizzano la vita delle persone confinandole ai margini in Cleopatra va in prigione di Claudia Durastanti, autrice anche di Missitalia; il parco dei Caduti di San Lorenzo, il tempio di Giano e le domande sospese tra passato e futuro di Elvira Mujčić in Consigli per essere un bravo immigrato e Da grande voglio imitare Giano, pubblicato nella rivista Sotto il Vulcano.
Insieme a noi ci sarà anche Nadeesha Uyangoda, da poco in libreria con Corpi che contano, che sin dal suo esordio si occupa di identità e migrazioni e che sta preparando un racconto inedito dedicato a Roma in occasione dell’evento.
Spero che dall’incontro e da queste letture Roma possa emergere finalmente come una città viva, pluriculturale e in costante evoluzione, nella quale è possibile rinegoziare la propria identità oltre i vecchi paradigmi dell’accoglienza e dell’adattamento.
L’incontro è stato voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Sarà ad accesso libero e gratuito e curato da Simona Cives e da me.