Oggi a lasciare il Sud sono soprattutto le laureate con alte qualifiche e le persone con più di 75 anni che si ricongiungono alle figlie per farsi assistere o dare una mano con la cura dei nipoti. Nuove migrazioni in un paese dove la transizione all’età adulta rallenta i percorsi di autonomia delle giovani generazioni e il welfare si regge ancora tutto sulle spalle delle famiglie
geografie
In Iran come in Palestina, le donne rischiano di essere trasformate in simboli astratti o strumenti narrativi, anziché riconosciute come soggetti politici attivi, con una propria storia, una propria forza espressiva e una propria capacità di azione. Mettere in discussione questo assetto significa soprattutto interrogarsi sul ruolo del femminismo internazionale come pratica politica fondata sull'ascolto, sull'amplificazione delle voci e sulla costruzione di alleanze. Una conversazione con la giornalista e attivista iraniana Shora Esmailian
Dai dati sulle vittime di tratta intercettate in Italia emergono dinamiche non lineari che parlano di un sistema incapace di tradurre la domanda di aiuto in riconoscimento, lasciando moltissime persone – soprattutto donne – prive del sostegno di cui avrebbero bisogno. Se rompere il silenzio è possibile, lo è altrettanto attraversare le soglie che separano il racconto, la valutazione e l’accesso effettivo ai percorsi di tutela?
Coinvolgere le giovani generazioni nella progettazione di politiche per le aree interne può essere l'antidoto per trasformare i territori più marginali e sottrarli a spopolamento e abbandono. È quello che sta provando a fare con un approccio partecipativo il think-thank Give Back
Attrarre persone straniere e giovani nelle aree interne che in Italia rischiano sempre più di spopolarsi sarà possibile solo investendo in infrastrutture sociali e garantendo servizi a sostegno della cura e dell'occupazione femminile. Una prospettiva demografica
Secondo i primi risultati di un progetto di ricerca sull'invecchiamento della popolazione, per invertire il crollo demografico e lo spopolamento delle aree interne, soprattutto al Sud, l'Italia dovrà puntare sull'occupazione femminile
A spostarsi dal Sud Italia per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord sono soprattutto le donne più istruite, non solo perché il lavoro manca, ma per cercarne uno più coerente con i propri percorsi di studio e sfuggire a un contesto culturale opprimente. Un'indagine su chi ha lasciato la Basilicata intorno agli anni 2000
Arginare lo spopolamento delle aree interne e l'emigrazione dal Sud e le Isole verso il Centro-Nord sarà possibile solo se le politiche saranno in grado di puntare sull'occupazione femminile e investire in infrastrutture sociali. Una panoramica a partire dal nuovo rapporto dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez)
In Italia il Mezzogiorno è l’area più esposta alle conseguenze negative della transizione demografica. Spesso ad andarsene sono persone giovani e istruite, e la maggior parte delle donne che si trasferisce a Nord è laureata. Solo l’espansione dei servizi all’infanzia può attivare un circolo virtuoso tra diritti e occupazione. Nuove previsioni a partire dai dati più recenti
L'estate di inGenere è ricca di conversazioni femministe. Visioni e pratiche al cuore di un dialogo ininterrotto tra passato e presente. In questa puntata, con Carla Pagano, esperta di parità di genere e cooperazione internazionale, riflettiamo sul femminismo transnazionale, a partire dal libro Femministe di un unico mondo di Bianca Pomeranzi
Nell'Italia dei piccoli paesi e dei comuni più lontani dai servizi di base, le donne sono allo stesso tempo essenziali e invisibili, schiacciate sul lavoro di cura e sussistenza non retribuito. A pesare sono antichi stereotipi e la mancanza di infrastrutture. Per contrastare l'abbandono dei territori e immaginare soluzioni sostenibili è necessario un cambio di paradigma
Con i loro scritti pubblicati tra la metà degli anni '50 e l'inizio degli anni '70, Jane Jacobs, Catherine Bauer e Sibyl Moholy-Nagy hanno proposto un ripensamento delle città americane contemporanee, influenzando profondamente le politiche residenziali e urbanistiche dei decenni successivi