Articolobuone pratiche - disuguaglianze - Europa

Imparare dalle esperienze.
E dalle buone pratiche

Diverse sperimentazioni sono in corso nell’Unione Europea: istituzioni, organizzazioni sociali, Ong lavorano da tempo per contrastare la discriminazione di genere. Molte iniziative sono partite su impulso dell’Eige e del suo efficace di lavoro di mappatura e diffusione delle buone pratiche. Vediamo quali

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La raccolta delle buone pratiche in tema di parità può rappresentare un’occasione di apprendimento per le istituzioni e per le organizzazioni operanti nell’ambito delle politiche di genere. L’analisi delle soluzioni per il contrasto a specifiche forme di discriminazione, in dati contesti sociali, economici e organizzativi, costituisce infatti un efficace supporto a strategie di mainstreaming di genere. Il valore dell’apprendimento si sostanzia sia nella rimozione delle diseguaglianze, sia nel rafforzamento delle competenze dei soggetti preposti alla progettazione e attuazione di politiche di genere. Gli stakeholder interessati e coinvolti nei lavori sulle buone pratiche sono dunque diversi: dalle istituzioni responsabili della definizione delle politiche, alle organizzazioni sociali ed economiche, alle ONG, alla società civile.Diverse sperimentazioni sulle buone pratiche sono in corso nell’Unione Europea. La Commissione Europea, attraverso la Gender Equality Unit all’interno della DG Justice (1), svolge un lavoro finalizzato a condividere esperienze di policy tra gli Stati Membri. Anche le parti sociali (2) europee (le associazioni sindacali e datoriali europee)hanno avviato una sperimentazione simile, realizzando un repertorio di prassi in materia di parità di genere finalizzate a condividere e raccogliere approcci promossi e attuati dalle parti sociali, a livello nazionale e settoriale. Il Consiglio d’Europa (3) ha realizzato una ricerca sul mainstreaming di genere e sulle buone pratiche che rappresenta ancora oggi un importante riferimento metodologico e concettuale. Infine, l’Istituto Europeo per l’uguaglianza tra i sessi (4) EIGE – European Institute for Gender Equality) nel periodo 2011/2014 ha avviato un lavoro di mappatura e diffusione di buone pratiche, finalizzato a supportare gli stakeholder; negli Stati Membri nell’ attuazione di strategie di mainstreaming di genere, con riferimento a specifici ambiti di interesse. (5)

L’obiettivo è quello di rendere disponibili approcci metodologici connessi all’attuazione di azioni positive e iniziative di mainstreaming di genere che si siano rivelati efficaci, in un dato contesto (nazionale, locale, settoriale) e rispetto a specifiche problematiche (violenza, conciliazione, media). Il lavoro di EIGE si realizza nel contesto dei temi di approfondimento scelti dalle presidenze del Consiglio Europeo nell’ambito delle aree della Piattaforma d’Azione di Pechino (6). In particolare, intende: promuovere piattaforme di confronto e scambio fra i principali stakeholder; condurre alla costituzione di reti informali, tematiche ed istituzionali; sostenere il processo di rafforzamento delle competenze sugli  strumenti” di contrasto delle diseguaglianze; accrescere la sensibilità sociale e il consenso politico per iniziative di policy contro specifiche forme di diseguaglianza di genere. EIGE sta realizzando tale piano di lavoro attraverso un’analisi di prassi ed esperienze nei differenti contesti di attuazione e attraverso la promozione di un processo di riflessione e condivisione tra gli stakeholder. Per quanto concerne la parte di analisi, si tratta di identificare “pratiche con potenziale”. Il potenziale si sostanzia nella capacità di un dato approccio, politica, esperienza di essere trasferibile in contesti simili e strumentale all’apprendimento di nuove competenze e conoscenze per gli di riferimento. Le attività di analisi comportano l’identificazione dei seguenti elementi:

  • Criteri qualitativi per l’identificazione di buone pratiche (relativamente ad uno specifico tema, ad es. violenza, conciliazione);
  • Analisi di contesto, finalizzata a rappresentare i fattori caratterizzanti l’ambito nazionale, locale, regionale in cui l’esperienza è stata realizzata. Tale aspetto è determinante per valutare il potenziale di trasferibilità di una “buona pratica” dal contesto di attuazione a quello di replicabilità;
  • Illustrazione delle attività realizzate in concreto e rivolte verso un definito target (vittime di violenza, donne imprenditrici, dirigenti di azienda del settore media);
  • Rappresentazione dei principali ostacoli rilevati nella fase di attuazione e dei fattori che hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi prefissi;
  • Le lezioni apprese, da considerare quali basi per l’eventuale replicabilità dell’esperienza.

Questi elementi contribuiscono all’identificazione delle buone pratiche, con particolare riferimento alla loro capacità di essere efficaci e replicabili da altri stakeholder, in differenti contesti. Il secondo elemento del lavoro di EIGE è rappresentato dalla fase di validazione e disseminazione. Per ogni tema di approfondimento, sono realizzati workshop di assessment (7) - che riuniscono esperti da tutti gli Stati Membri con l’obiettivo di analizzare le prassi “con potenziale” precedentemente identificate e selezionare quelle ritenute maggiormente in grado di essere “trasferite” -  e seminari di scambio e apprendimento. Questi, chiamati in gergo peer review, sono incontri dove si presentano le buone pratiche identificate nei Consultation meeting. In tali incontri si sviluppa una riflessione sui casi, sulla loro trasferibilità e sulla loro dimensione complessiva e si presentano inoltre esperienze nazionali.

Gli incontri di disseminazione (8),  inoltre sono la piattaforma di diffusione dei risultati, di confronto tra diverse esperienze nazionali in corso e di riflessione sulle opportunità di rete e ulteriore sperimentazione.

L’impianto complessivo di questo lavoro è finalizzato all’acquisizione di conoscenze e all’identificazione di esperienze da cui i portatori di interesse, gli stakeholder, possono imparare a fronteggiare problematiche simili, ad applicare approcci metodologici efficaci e già sperimentati in contesti analoghi, e ad evitare e contrastare possibili ostacoli nella fase di attuazione di iniziative di mainstreaming di genere.

 

(4) . EIGE (Istituto europeo per l'uguaglianza di genere) è un’agenzia indipendente della Commissione Europea, con sede a Vilnius,Lituania. Istituita con Regolamento del 2006, ha avviato le proprie attività nel secondo semestre del 2010.

(5) Nel periodo 2011-2014 EIGE ha raccolto buone pratiche in tema di contrasto a violenza domestica, Donne e Media, formazione di genere, imprenditorialità femminile, conciliazione vita lavoro e donne nei processi politici decisionali http://eige.europa.eu/good-practices

(7) Nella terminologia operativa di EIGE, tali eventi sono definiti “consultation meeting”. Vedi anche http://eige.europa.eu/content/document/good-practices-in-the-area-of-womens-entrepreneurship

(8) Nella terminologia operativa di EIGE, tali eventi sono definiti “consultation meeting”. Si veda questo documento