Il decreto con cui l'Italia si appresta a recepire la direttiva europea sulla trasparenza salariale sarà un’occasione persa se non terrà al centro l'intersezione tra le disuguaglianze nel mercato del lavoro. Intervenire è ancora possibile, oltre che necessario, non solo per rendere visibili le disparità ma anche per progettare politiche più efficaci per le persone
disuguaglianze
Le basse retribuzioni a cui vanno incontro le donne nel mercato del lavoro non hanno soltanto un impatto immediato sulla sicurezza economica delle lavoratrici, ma anche conseguenze di lungo periodo in termini di pensioni future, autonomia finanziaria e prospettive di mobilità sociale. Un'analisi sulla povertà lavorativa a partire dall'ultimo rapporto annuale su mercato del lavoro e politiche di genere dell'Istituto per l'analisi delle politiche pubbliche
Nella nuova legge di bilancio, l’accesso ad agevolazioni che potrebbero favorire l’indipendenza delle donne inserite in percorsi di fuoriuscita dalla violenza è legato alla presentazione di un indicatore economico, l'Isee, che però non tiene conto degli sbilanciamenti economici e di potere che molto spesso strutturano le relazioni familiari. Un paradosso che di fatto rischia di escludere dagli aiuti proprio chi ne avrebbe più bisogno
Lavoro. Mentre il governo rivendica risultati, le decisioni degli ultimi mesi vanno nelle direzioni sbagliate creando una situazione di stagnazione dove la parità resta un miraggio nella vita delle donne. A che punto siamo tra dati, cultura e politiche in un paese a rischio arretramento
Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani sono il tema al centro della nuova inchiesta realizzata dal collettivo Espulse in collaborazione con IrpiMedia. Un fenomeno che riguarda una giornalista su due all'inizio della carriera e in cui nella maggior parte dei casi sono coinvolti uomini in posizioni di potere, come direttori e caporedattori
Alla radice dei divari di retribuzione tra donne e uomini c'è una cultura sociale che riproduce a tutti i livelli gli squilibri di potere tra i generi. Il punto di una giurista, a partire dal decreto con cui l'Italia si appresta a recepire la direttiva europea sulla trasparenza salariale
Con il recepimento in corso della direttiva europea sulla trasparenza salariale si riapre il dibattito sul gender pay gap. Come misurarlo se superare le differenze salariali su base oraria non è sufficiente a risolvere le forti disparità di reddito che ancora separano uomini e donne nel nostro paese? Un'analisi a partire dai dati
I percorsi universitari sono ancora frutto di scelte che avvengono nel solco degli stereotipi, portando le ragazze a puntare sulle materie che hanno a che fare con l'educazione e la cura molto più che su quelle scientifiche, per essere poi penalizzate nel mercato del lavoro. Il quadro a partire dall'anteprima del nuovo Rapporto di genere di AlmaLaurea
Recepire la direttiva europea sulla trasparenza salariale in maniera efficace può essere l'occasione per correggere il gap di genere in un mercato del lavoro che in Italia penalizza soprattutto donne e persone giovani. Cinque proposte per i legislatori, dagli standard di semplicità alla trasparenza inter-aziendale
Trasparenza salariale: il decreto di recepimento della direttiva europea in Italia ne limita di fatto la portata. Rendendo marginale il ruolo delle parti sociali e ridimensionando alcune prescrizioni normative, il testo imbriglia la valutazione del lavoro "di pari valore" che altri paesi europei hanno invece colto come opportunità per arginare le discriminazioni di genere in ambito professionale
Se non terrà conto del contesto italiano, il testo del decreto legislativo con cui il Governo si appresta a recepire la direttiva europea sulla trasparenza salariale rischia di essere tutt'altro che rivoluzionario. E, da solo, non basterà a colmare le disparità di genere nel mercato del lavoro che continuano a svantaggiare le donne