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Le donne sono ancora ostacolate nel mercato digitale. Tutto parte dalla formazione: un progetto virtuoso in Emilia-Romagna mostra come abbattere i pregiudizi stimolando l'interesse delle ragazze per le materie tecniche e scientifiche

Il futuro digitale
delle ragazze

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Credits Unsplash/Michael Dziedzic
ragazze nel digitale

La digitalizzazione e l'automazione hanno trasformato la società e l'economia, con un impatto sempre più profondo sulla vita di tutti i giorni. 

Occupazione digitale in numeri

Con l'aumento dell'applicazione delle tecnologie digitali in un'ampia gamma di settori economici, c'è stata una rapida crescita nella domanda di risorse specializzate in Information and Communication Technologies (ICT); in Italia, secondo i dati del 2022 queste rappresentano il 3,9%  sul totale nazionale delle persone occupate (in Europa sono il 4,6%), per un totale di 900.000 persone, e sono cresciute del 27% dal 2012 (in Europa quasi del 58%).

In Italia il 13% delle imprese impiega risorse con specializzazione in ambito Ict (il 21% in Europa), percentuale che cresce al 75% se si considerano le grandi imprese, quelle, cioè, con più di 250 dipendenti.

Di queste, quasi il 44% ha assunto o tentato di assumere persone con questo tipo di specializzazione, ma non tutte riescono a trovare le risorse necessarie: il 28% ha infatti avuto difficoltà a coprire i posti vacanti.

Per quanto riguarda la distribuzione di genere, in Italia la stragrande maggioranza delle persone impiegate come specialiste ICT è costituita da uomini: le donne sono poco più di 140.000, pari al 16% (in Europa sono il 19% circa).

Ma le competenze digitali sono necessarie anche per professioni diverse da quelle specialistiche dell'ambito informatico, oltre a costituire una garanzia di occupabilità: essere in possesso di un titolo di istruzione in ICT significa infatti avere un'occupazione nel 94% dei casi in Europa, nell'88,5% in Italia.

Perché l'istruzione conta così tanto

Anche in materia di istruzione esiste un forte divario di genere: nell'Unione europea le donne rappresentano il 15,6% del numero totale di persone occupate con formazione in ambito Ict (dati del 2022); nel nostro paese siamo al 14,5%, con un peggioramento di 4 punti percentuali dal 2016.

Sono state attuate diverse iniziative in tutta l'Unione europea per promuovere gli studi sulle ICT tra le donne: gli ultimi dati statistici disponibili rivelano che tra il 2016 e il 2022 si è registrato un aumento del numero di donne con un'istruzione in ambito ICT, ma non nel nostro paese, in cui c'è stata invece una riduzione del numero di donne occupate e contemporaneamente un aumento degli uomini occupati.

Nel 2021, in tutta l'Ue poco meno della metà delle persone inserite in programmi di istruzione secondaria superiore (48,7%) era iscritta a programmi di formazione professionale di natura tecnica o pratica; il resto ha seguito programmi di istruzione generale, che tendono a essere più accademici.

In Italia si registra una quota maggiore di formazione tecnica: il 52%, che diventa il 64% per gli uomini e scende drasticamente al 39% per le donne, contro una media europea pari al 42%.

Se passiamo a considerare le persone iscritte a percorsi di istruzione terziaria, nell'UE nel 2022 erano 18,5 milioni, di cui il 54% donne. In Italia arriviamo al 56%.

Le persone iscritte ai corsi di formazione professionale a ciclo breve sono 1,4 milioni nell'Unione europea, 23.000 In Italia. Questo è l'unico tipo di programma di istruzione terziaria in cui le donne sono meno degli uomini (26%), con una grande distanza nazionale dall'Europa (48%), forse anche per effetto della ancora limitata disponibilità, nel nostro paese, di corsi terziari di ciclo breve professionalizzanti erogati dagli Istituti tecnici superiori, che in altri paesi europei forniscono una quota importante dei titoli terziari conseguiti.

Secondo un rapporto del 2022 della Fondazione Agnelli, nei 121 istituti tecnici italiani, che nel frattempo sono cresciuti a 146 nel 2023, gli studenti sono circa 25mila (come un ateneo di medie dimensioni). Ogni istituto ha in media solo 180 studenti, con un forte divario territoriale: 230 studenti al Nord, 170 al Centro e 125 nel Mezzogiorno.

L'Istat ha pubblicato di recente il rapporto per il 2022 sui livelli di istruzione e i ritorni occupazionali, da cui emerge che il 23,8% delle persone fra i 25 e i 34 anni con un titolo di studio terziario in Italia ha una laurea Stem (Science, technology, engineering and mathematics). La quota sale al 34,5% tra gli uomini e scende al 16,6% tra le donne, evidenziando un importante divario di genere.

L'indirizzo di studio universitario determina quindi importanti differenze nei tassi di occupazione delle persone laureate. 

Invertire la rotta dello svantaggio digitale

Nel 2022, il tasso di occupazione tra le persone di età compresa fra i 25 e i 64 anni con una laurea in campo umanistico e dei servizi era pari al 77,7%, e si attestava all'86% per le Stem, area in cui  lo svantaggio femminile nei ritorni occupazionali raggiunge il massimo livello: il tasso di occupazione femminile (81%) è inferiore a quello maschile di 10 punti percentuali sia nell'area di scienze e matematica (77%) sia in quella di informatica, ingegneria e architettura.

La Regione Emilia-Romagna ha individuato, nell'ambito delle sue principali strategie di riferimento, alcune priorità trasversali, come la transizione digitale e il contrasto alle disuguaglianze di genere, che hanno portato alla realizzazione di Ragazze Digitali ER, il progetto di orientamento formativo per avvicinare le ragazze al mondo delle tecnologie digitali promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con le Università di Parma, Modena e Reggio Emilia, Bologna e Ferrara.

Si tratta di un'iniziativa nata nel 2014 per merito dell'Università di Modena e Reggio Emilia, e che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di valorizzare e inserire in modo strutturale nella sua più ampia azione di orientamento delle ragazze verso le materie Stem. Nel 2022 è nata la prima edizione del progetto, che ha visto la realizzazione di 8 campus, con 222 ragazze partecipanti.[1] 

A partire dall'edizione 2023, la collaborazione al progetto è stata estesa agli enti di formazione del territorio regionale, al fine di ampliarlo su più sedi e avere una copertura più capillare: sono stati così realizzati 16 campi estivi gratuiti, che si sono svolti da giugno a settembre 2023 coinvolgendo studentesse delle terze e quarte classi delle scuole superiori secondarie dell'Emilia-Romagna, in collaborazione con le università della Regione che aderiscono al progetto e con la sede di Piacenza del Politecnico di Milano.

Nel corso dei campi estivi le ragazze hanno potuto apprendere linguaggi di programmazione come Python e Microsoft C#, che hanno consentito loro, al termine del campus, di realizzare una versione funzionante e personale di un videogioco. 

Altri laboratori sono stati dedicati allo sviluppo di app con la piattaforma di coding Kodular; altri ancora, con l'uso della piattaforma hardware Arduino e l'applicazione di elementi di intelligenza artificiale, hanno reso smart oggetti di uso comune o programmato robot controllati da app.

I contenuti didattici sono stati curati dagli enti di formazione insieme alle università partner dei progetti. Ogni laboratorio proposto ha avuto la sua specifica connotazione, anche se la finalità trasversale a tutti è stata quella di fornire le basi dei linguaggi di programmazione. Un ambito nel quale, attraverso iniziative come Ragazze Digitali ER, ci si auspica che le ragazze si sentano sempre più incluse.

Note

[1] Il progetto è finanziato all'interno del programma regionale Fse+, Priorità 1 "Occupazione", e ha visto la partecipazione di sette enti di formazione del territorio emiliano-romagnolo, aggiudicandosi finanziamenti che hanno consentito la partecipazione a 293 studentesse, per una spesa complessiva pari a circa 150.000 euro.

Il progetto Ragazze Digitali ER è stato presentato durante l'evento Competenze digitali e disuguaglianze. Passato, presente e futuri possibili per colmare i divari digitali nell'ambito del festival After.