Economista. Presidente della Fondazione Giacomo Brodolini. Già Ordinaria di Economia politica e storia dell’analisi economica alla Sapienza università di Roma, è stata presidente del corso di laurea magistrale di Economia politica e coordinatrice nazionale del dottorato europeo in Statistics, Economics and Social Sciences (Sess). Da molti anni coordina, in qualità di presidente del comitato scientifico della Fondazione G. Brodolini, ricerche e progetti europei. Fa parte di diverse organizzazioni internazionali, fra cui l’International Working Party on Labour Market Segmentation.
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Il rischio di instabilità e insolvenza non arriva con il nuovo Meccanismo Europeo di Stabilità. Ma il diavolo sta nei dettagli. E senza convinti passi verso la condivisione dei rischi l’Europa non si salverà
Diminuisce la popolazione, aumentano gli anziani e le politiche lasciano indietro le donne. Quello che ci preoccupa del nostro futuro demografico
Investire in cura, istruzione e salute conviene a tutti e aumenta l'occupazione, soprattutto femminile
Jane Austen economista, l'intreccio di amore e denaro, ricchezza e ceto sociale secondo la prosa attenta e precisa di una delle autrici "più perfette" di sempre
In questi mesi, tra le critiche diffuse nell'opinione pubblica da una parte all'altra dell'Atlantico, si discute il trattato di libero scambio fra Stati Uniti e Unione europea. Vediamo quali sarebbero le conseguenze per le persone e per l'economia
La mancanza di ragazze nelle facoltà tecnico-scientifiche ha un costo economico e sociale molto alto, questo è ormai un dato di fatto di cui sono consapevoli anche i governi. Alla Sapienza alcune donne hanno cercato di capire cosa c'è che non va e cosa si può fare per cambiare
Una grazia temporanea per le finanze pubbliche di Italia, Francia e Belgio; e l'annuncio roboante di un piano di investimenti che però ha ben poco dietro la facciata. Forse qualcuno in Europa ha capito di aver imboccato una strada sbagliata, ma non si decide a prenderne un’altra. E nell’attesa, si perde tempo
Il rapporto annuale dell’Istat offre l’immagine di un paese sempre più impoverito. La disoccupazione giovanile alle stelle, il dilagare della precarietà, gli squilibri territoriali, le differenze di genere segnalano un disagio profondo. Eppure alcune ricette per far ripartire il paese ci sono. Su tutte invertire le politiche di rigore per intraprendere una strada di rilancio della domanda, della produzione e dell’occupazione. Soprattutto femminile.
La svedese Electrolux non è nuova alle politiche di svalutazione del lavoro e delocalizzazione degli impianti. Nel 2005 è toccato agli operai tedeschi, oggi agli italiani, domani, chissà, ai polacchi. Una storia tutta europea che si dispiega sullo sfondo di un dato sulla disoccupazione senza precedenti, dove le regole non esistono e a vincere sono sempre gli stessi. Cambiare prospettiva sulla domanda può essere il primo passo, per interrompere il circolo.
Cinquanta anni fa il volto della miseria era quello dei ragazzini vestiti di stracci. Oggi emblema delle ristrettezze economiche sono le donne che lavorano ma guadagnano troppo poco. Un esercito di working poors sempre in affanno e a un passo dal baratro, tra paghe bassissime, pochi diritti e ancor meno welfare. Una situazione tipicamente femminile, ma che riguarda sempre più anche gli uomini.
Il 29,9% degli italiani è a rischio di povertà ed esclusione sociale. Condizione che riguarda il 24,8% della popolazione Ue. Da noi, a rischio soprattutto bambini, giovani e quanti vivono in affitto. Ma l'Europa che ha fatto dell'inclusione sociale il perno della strategia 2020 rischia di fallire l'obiettivo. Mentre in Italia non regge più l'unico cuscinetto che ammortizzava i colpi: la famiglia
Brava, competente, preparata, Janet Yellen ha tutte le carte in regola per presiedere la Federal Reserve. Ma è una donna, e l'argomento del genere irrompe nel dibattito sulla politica monetaria. "Colomba", inadatta, manca di "gravitas", per i suoi detrattori. Guarda caso, tutti vicini agli interessi grossi della finanza. Ecco cosa nasconde lo scontro sul sesso della Fed