Le donne di origine straniera in Italia stanno gradualmente diventando più presenti e attive nel tessuto produttivo, cogliendo con intraprendenza nuove possibilità di fare impresa, soprattutto in settori ad alto livello di specializzazione e competenze come quello tecnico-scientifico. Lo confermano i dati dell'ultimo rapporto su immigrazione e imprenditoria in Italia
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Oggi a lasciare il Sud sono soprattutto le laureate con alte qualifiche e le persone con più di 75 anni che si ricongiungono alle figlie per farsi assistere o dare una mano con la cura dei nipoti. Nuove migrazioni in un paese dove la transizione all’età adulta rallenta i percorsi di autonomia delle giovani generazioni e il welfare si regge ancora tutto sulle spalle delle famiglie
Dai dati sulle vittime di tratta intercettate in Italia emergono dinamiche non lineari che parlano di un sistema incapace di tradurre la domanda di aiuto in riconoscimento, lasciando moltissime persone – soprattutto donne – prive del sostegno di cui avrebbero bisogno. Se rompere il silenzio è possibile, lo è altrettanto attraversare le soglie che separano il racconto, la valutazione e l’accesso effettivo ai percorsi di tutela?
Le ragazze che decidono di lasciare il Sud e le Isole in Italia lo fanno con più convinzione rispetto ai loro coetanei. A pesare sono soprattutto la carenza di servizi e opportunità e gli stereotipi di genere che le vorrebbero relegate a ruoli tradizionali. Ma c'è anche chi sceglie di restare puntando sul cambiamento. I risultati di due indagini dell'Università di Salerno
Attrarre persone straniere e giovani nelle aree interne che in Italia rischiano sempre più di spopolarsi sarà possibile solo investendo in infrastrutture sociali e garantendo servizi a sostegno della cura e dell'occupazione femminile. Una prospettiva demografica
Secondo i primi risultati di un progetto di ricerca sull'invecchiamento della popolazione, per invertire il crollo demografico e lo spopolamento delle aree interne, soprattutto al Sud, l'Italia dovrà puntare sull'occupazione femminile
A spostarsi dal Sud Italia per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord sono soprattutto le donne più istruite, non solo perché il lavoro manca, ma per cercarne uno più coerente con i propri percorsi di studio e sfuggire a un contesto culturale opprimente. Un'indagine su chi ha lasciato la Basilicata intorno agli anni 2000
Arginare lo spopolamento delle aree interne e l'emigrazione dal Sud e le Isole verso il Centro-Nord sarà possibile solo se le politiche saranno in grado di puntare sull'occupazione femminile e investire in infrastrutture sociali. Una panoramica a partire dal nuovo rapporto dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez)
In Italia il Mezzogiorno è l’area più esposta alle conseguenze negative della transizione demografica. Spesso ad andarsene sono persone giovani e istruite, e la maggior parte delle donne che si trasferisce a Nord è laureata. Solo l’espansione dei servizi all’infanzia può attivare un circolo virtuoso tra diritti e occupazione. Nuove previsioni a partire dai dati più recenti
Per ripensare il sistema di accoglienza in Italia c'è bisogno di decostruire lo sguardo sulla vulnerabilità delle migranti, spesso ancora considerata una condizione naturale e svincolata da disuguaglianze sociali, stereotipi culturali e violenza di genere. Un'analisi a partire dall'ultimo Dossier statistico immigrazione del Centro studi e ricerche Idos
L'estate di inGenere è ricca di conversazioni femministe. Visioni e pratiche al cuore di un dialogo ininterrotto tra passato e presente. In questa puntata, un'intervista all'insegnante e femminista Gilda De Caro sul lascito della ricerca dell'antropologa Paola Tabet in Italia
Secondo l'ultimo rapporto su immigrazione e imprenditoria in Italia, crescono le imprese guidate da donne migranti, soprattutto nei settori più innovativi come quello tecnico-scientifico. Un fenomeno che mette in discussione l'idea maschile di imprenditoria, proponendo modelli nuovi e buone pratiche che intrecciano cura, innovazione sociale ed empowerment