La manosfera non è un bug di sistema, ma rappresenta una delle espressioni più coerenti della logica delle piattaforme. La sua popolarità, soprattutto tra i giovani uomini, si radica in un contesto reale fatto di precarietà economica, instabilità e relazioni mediate dalle tecnologie. Il linguaggio che la contraddistingue ricalca i meccanismi delle sette: crea appartenenza, definisce un nemico esterno, premia la lealtà e monetizza il senso di comunità in un’economia guidata dall’engagement intorno a sentimenti come rabbia, frustrazione e ansia
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Mentre le grandi aziende fanno marcia indietro sullo smart working, i dati confermano che a partire dalla pandemia la flessibilità lavorativa si è rivelata un'occasione per una migliore distribuzione dei carichi di cura nelle case, che favorisce la partecipazione femminile al mercato del lavoro, soprattutto nelle aree sfornite di servizi. Il prezzo, tuttavia, è ancora una conciliazione che pesa in modo sproporzionato sulle donne
Dagli ambienti virtuali alla comunicazione politica delle destre, il linguaggio violento e sessista della "manosfera" permea ormai il dibattito pubblico, alimentando discorsi d'odio contro le donne e usando una retorica antifemminista per riaffermare la supremazia dei maschi bianchi attraverso un ritorno all'ordine patriarcale tradizionale. Un fenomeno che dagli Stati Uniti si è esteso anche all'Europa, Italia inclusa
Le donne sono al centro dell’uso quotidiano dell’energia, eppure restano ai margini di programmi di consumo e processi decisionali che riguardano la gestione economica delle risorse. Per una transizione verde davvero sostenibile c'è bisogno di ripensare politiche, tecnologie e strumenti digitali che le rendano protagoniste di un mercato decisivo per la definizione degli orizzonti che ci aspettano
Dal controllo delle password agli attacchi d'odio online, la violenza digitale è un fenomeno che si inscrive nelle stesse radici culturali della violenza che colpisce le donne nel mondo fisico. Perché oggi più che mai è importante essere consapevoli di questa continuità nel trovare strumenti e azioni efficaci di contrasto
Cosa succede se il capitalismo digitale privatizza il femminismo, separandolo dalla dimensione collettiva e trasformando la libertà delle ragazze in una performance individuale? L'ipersessualizzazione e la monetizzazione dei corpi online sottendono dinamiche patriarcali basate sulla persuasione, dove il confine tra consenso e compiacenza diventa sempre più sottile
A 30 anni dalla Conferenza di Pechino, la 69esima Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne ha ribadito l'importanza di adottare un approccio di genere nell'uso dell'Ai e delle tecnologie digitali, promuovendo la parità a tutti i livelli. Il resoconto nelle parole della rappresentante del Comitato italiano di UN Women, che per la prima volta ha preso parte alla Csw
L'ascesa di Donald Trump e dei leader della cosiddetta ‘broligrachia’ è il riflesso della paura dei maschi bianchi di perdere i propri privilegi e della rabbia tossica che ne deriva. Un fenomeno dalla portata globale, osservato tra le pagine del saggio Angry white men. American masculinity at the end of an era del sociologo americano Michael Kimmel
Che relazione c'è tra mito della crescita, sfruttamento delle risorse ambientali, povertà e ruoli di genere? Ne abbiamo parlato con Naila Kabeer, economista femminista della London School of Economics, verso un alfabeto che sappia nominare le connessioni tra corpi, denaro e natura
Il primo passo per difendersi dalla violenza digitale è individuarla, a partire dalle parole. In questa breve guida, abbiamo raccolto 12 espressioni che descrivono i principali comportamenti associati alla cyberviolenza e alle diverse forme in cui si manifesta