Valentina Gualtieri si è laureata in Scienze statistiche ed economiche ed è ricercatrice presso l’Inapp. La sua attività di ricerca si concentra prevalentemente sull’analisi del mercato del lavoro e dell’esclusione sociale. In particolare si occupa di temi relativi ai rendimenti del capitale umano e del capitale sociale, alla disuguaglianza salariale e alla qualità del lavoro. Nel passato ha prestato servizio per Eurostat, Istat e Invalsi. È stata inoltre consulente per il ministero dell’istruzione e per il ministero del lavoro e delle politiche sociali.
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Raggiungere il più alto livello di istruzione è un buon investimento per tutti, uomini e donne, almeno per trovare lavoro. Diverso il discorso quando si vanno a guardare le retribuzioni: a parità di dottorato il reddito da lavoro delle donne è inferiore a quello degli uomini di 5.000 euro all’anno. Uno studio spiega cosa determina questa differenza
Si dice "il soffitto di cristallo", per indicare il blocco alle carriere femminili. Ma un'analisi dei numeri italiani induce a fare le dovute distinzioni, a seconda di chi è il datore di lavoro. Il pubblico impiego è più paritario e vede una maggior presenza di donne qualificate. Perché nel nostro privato si butta via tanto capitale umano?
L'inattività delle donne cresce al primo figlio, e aumenta se ne arrivano altri. Allo stesso tempo le madri non occupate manifestano l'intenzione di tornare a lavorare. Ma a quali condizioni? Una ricerca Isfol sostiene le ragioni di chi chiede orari ridotti, più servizi e maggiore flessibilità "buona"