Maria Cristina Rossi

Professore ordinario di Economia Politica presso la Scuola di Management e Economia dell'Università di Torino e affiliata al Center for Research on Pensions and Welfare Policies-Collegio Carlo ALberto (Torino), IRCRES-CNR (Moncalieri, Torino) e Research fellow a Netspar (Olanda). È nel comitato scientifico dell'Observatoire de l'Epargne Européenne (Francia) e dell'Agenzia del Lavoro di Trento. Ha precedentemente lavorato e svolto attività di ricerca presso l'Università di Tor Vergata, la Banca Mondiale, l'Ilo e l'Unicef. I temi di principale interesse sono le scelte intertemporali di consumo e risparmio, household finance, l'economia dello sviluppo, investimenti socialmente responsabili e tematiche di genere e finanza, su cui ha scritto molte pubblicazioni.

Articoli pubblicati

L'Italia spende ancora troppo poco per i nidi. Serve un'offerta gratuita e universale per un'infanzia più serena e famiglie più forti. Un commento a partire dai dati

Articolofamiglie - finanza pubblica - scuola

Gli ultimi da dati sul part time nel settore pubblico e privato confermano le debolezze strutturali del nostro sistema produttivo, che penalizza ancora soprattutto l’occupazione delle donne. Un'analisi di genere

Articolodisuguaglianze - lavoro - pandemia - part-time

Cresce in Italia il numero delle imprenditrici nate in un altro paese. Uno studio mostra le loro difficoltà a creare network, ma anche il possibile effetto traino sulla nascita di altre aziende al femminile. Molto dipende dalla cultura del paese d'origine

Articoloempowerment - imprese - migrazioni

Il lockdown ha cambiato qualcosa nella divisione del lavoro all’interno delle famiglie? Cosa dicono i dati sulle donne occupate in Italia

Articolodisuguaglianze - famiglie - pandemia

La reclusione forzata conseguita alla pandemia permetterà a donne e uomini di negoziare la condivisione dei carichi di cura e muoversi verso un riequilibrio dei ruoli domestici? Prime ipotesi a partire dai dati sulla gestione quotidiana del tempo

Articolocura - disuguaglianze - famiglie - pandemia

Esiste un gap di genere nell'accesso ai finanziamenti. Per iniziare a colmarlo, negli Stati Uniti nasce la prima piattaforma di crowdfunding riservata alle imprenditrici

Articolobuone pratiche - finanza - imprese

Salari bassi e progressioni tutt'altro che certe compromettono le decisioni lavorative delle occupate e rendono le carriere delle donne più impervie. Cosa dicono i dati

Articoloconciliazione - inclusione - lavoro - pari opportunità

Diventare genitori ci rende più tradizionalisti nella divisione dei ruoli all'interno delle coppie. Un'indagine sul Regno Unito spiega perché

Articoloconciliazione - famiglie - genitorialità - stereotipi

Le aziende che preferiscono assumere uomini hanno meno successo e sopravvivono meno, i risultati di una ricerca condotta sulle start-up austriache spiegano perché

Articoloimprese - pari opportunità

Le donne sono più propense a investire in una finanza che guarda al sociale. Una nuova sfida?

Articolofinanza - politiche - risparmio

Risparmi, guadagni, investimenti. Il modo in cui le donne si relazionano ai soldi e alla loro gestione resta un nervo scoperto su cui pesa una predestinazione culturale. Ma qualcosa si muove, parlano i dati

Articolostereotipi

Non tutti hanno un conto corrente, né un buon rapporto con le banche. E spesso sono proprio le donne ad essere escluse dalla gestione finanziaria familiare. Cosa comporta questo in termini di differenziali di reddito e di sviluppo? Alcuni dati sull'esclusione finanziaria in Italia e all'estero

Articolofinanza

Di patrimonio e risparmi continuano a occuparsi solo gli uomini. Se da un lato i prodotti finanziari sono spesso standardizzati e un po' paternalisti, dall'altro le donne continuano a essere troppo impreparate in materia. Ma le strutture familiari stanno cambiando, ci sono molti motivi per cui c'è sempre più bisogno anche di donne in grado di occuparsene

Articoloempowerment - finanza - risparmio

Le differenze salariali di genere sono molto più marcate nel settore privato rispetto a quello pubblico. Se in quest'ultimo il gender pay gap è di 270 euro nel primo la discrepanza sale a ben 440 euro. Numeri da tenere in dovuta considerazione visto che, con la crisi, per le donne è sempre più difficile lavoro nel pubblico impiego

Articolopay gap

È sempre vero che non si interessano di finanza perché meno propense al rischio? Cosa succede, invece, se si propone loro un portafoglio azionario più "familiare"?

Articolofinanza

Si dice "il soffitto di cristallo", per indicare il blocco alle carriere femminili. Ma un'analisi dei numeri italiani induce a fare le dovute distinzioni, a seconda di chi è il datore di lavoro. Il pubblico impiego è più paritario e vede una maggior presenza di donne qualificate. Perché nel nostro privato si butta via tanto capitale umano?

Articololavoro

Ci sono in Italia molti proprietari di case anziani e poveri. Tra loro, molte le vedove. Il prestito vitalizio ipotecario potrebbe aiutarle, e dare liquidità utile anche per la famiglia. Ma questo strumento finanziario, benché introdotto da qualche anno, è assai poco usato. Perché?

Articolofinanza

L'inattività delle donne cresce al primo figlio, e aumenta se ne arrivano altri. Allo stesso tempo le madri non occupate manifestano l'intenzione di tornare a lavorare. Ma a quali condizioni? Una ricerca Isfol sostiene le ragioni di chi chiede orari ridotti, più servizi e maggiore flessibilità "buona"

Articololavoro

Avere gli amici giusti è fondamentale per raggiungere i vertici. Le reti di conoscenze dei "vecchi compagni di scuola" valgono un capitale; ma - ci dicono due studi americani - non coinvolgono le donne. Per lo meno, non quando si tratta di soldi e carriera

Articolopari opportunità - lavoro

La lontananza tra il lavoro desiderato e quello effettivo delle donne italiane: una mappa numerica dei sogni, tracciata prima della crisi ma ancor più valida oggi. Dalla quale emerge un dato: tra le non-occupate è molto forte la richiesta di un posto part-time

Articololavoro

Lavoro e cura, l'impatto dell'immigrazione sulle scelte delle donne italiane: dal 2000 al 2008, l'arrivo delle immigrate ha portato a un aumento di due anni dell'età pensionabile delle donne con un genitore anziano

Articolomigrazioni - pensioni - welfare