demografia
Dicono che nel mondo ci siano sette donne per ogni uomo. Non è così, le donne sono meno degli uomini. Uno studio sulla popolazione mondiale spiega perché
In molte progettano di avere due figli. Eppure averne altri dopo il primo è diventato un passaggio sempre meno frequente. L'Istat spiega perché
In Italia le nascite sono in costante diminuzione, non solo per il calo della fecondità ma anche perché si riduce il numero delle potenziali mamme. In calo anche i nati da genitori di origine straniera, mentre aumenta per tutte l'età media alla nascita dei figli. E sempre più bambini nascono da genitori non sposati. In altri paesi i nuovi modi di fare famiglia hanno aiutato la fecondità. Da noi si teme che non succederà
Il governo portoghese ha elaborato un piano per contrastare la crisi demografica senza precedenti che il paese attraversa. Ma in mente ha un modello di famiglia che nella realtà non esiste, e cerca le cause dei problemi nei luoghi sbagliati. Ecco perché la proposta non passa la "prova del genere"
Oltre la metà della popolazione mondiale vive in paesi con un tasso di nascite di 2,1 bambini per donna. Già 40 paesi si avviano al declino nei prossimi decenni ma, grazie alla crescente longevità, su scala globale non è previsto (almeno per questo secolo) declino demografico. Ecco quali sono i costi e i benefici della bassa natalità, e i disagi per le nuove generazioni
Dagli anni Ottanta in paesi come Cina, India e Corea si verifica uno squilibrio dei sessi alla nascita, di natura artificiale e a scapito delle femmine. Sempre più però la mascolinizzazione delle nascite si configura come un problema globale. E se in alcuni paesi si corre ai ripari per evitare gli effetti perversi dello squilibrio, il fenomeno diventa rilevante in altre zone. Ad esempio nel Caucaso
In Italia il numero di donne senza figli è aumentato in modo rapidissimo: per la generazione nata nel '65, una su cinque non ha avuto figli. Un gruppo di ricercatori è andato a guardare istruzione, sfera lavorativa e affettiva delle tante che rinunciano alla maternità. Nei loro percorsi di vita, molto studio e lavoro, ma sulla scelta riproduttiva sembra prevalere la mancanza di una relazione stabile