Insegna Economia del Lavoro e Microeconometria presso l’Università di Siena. Ha conseguito il dottorato in economia presso l’università di Cambridge (Regno Unito). Ha al suo attivo una lunga lista di pubblicazioni su temi inerenti il mercato del lavoro e le relative politiche, prevalentemente in un’ottica di genere. Su questi temi coordina da circa vent’anni network di esperti comunitari per conto della Commissione Europea. È tra le fondatrici di inGenere.
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Alcuni economisti vedono solo il buco, l'occupazione che diminuisce. Altri la ciambella, il contenimento dello sfruttamento, soprattutto nei lavori atipici tanto diffusi tra le donne
Paragonate a quelle maschili, le pensioni delle donne arrivano solo al 20 del mese. In media le pensionate percepiscono infatti il 31% in meno dei beneficiari maschi della stessa età. E' una disparità più grave di quella sui salari, ma che resta invisibile
L'effetto-crisi sui differenziali di genere non è uguale per tutti. Se si guarda alle retribuzioni, l'Italia va controcorrente: mentre in tutt'Europa il gap salariale di genere è sceso, da noi è aumentato. Per l'arrivo di nuove occupate che guadagnano poco, e la precarizzazione delle giovani donne più istruite
Scende l’età media, salgono le donne. Il nuovo parlamento ha due record storici, con il maggior tasso di ricambio per età e sesso. E’ un’opportunità per cambiare? Sì, a patto che si vedano e si superino alcuni grossi limiti. E che le questioni generazionali e di genere entrino davvero nell’agenda dei lavori
Per molte giovani la maternità è un diritto impossibile. Ma non si risolve il problema con un assegno universale, svincolato dal diritto a un reddito e a un lavoro decente. Una critica ad alcune proposte del gruppo Maternità&Paternità: cambiare il welfare è necessario, ma senza salti all'indietro
Il libro di Chiara Valentini accende la denuncia: lavoro e maternità in Italia restano ampiamente inconciliabili e inconciliati. Perché? Per quale motivo il bene pubblico (i figli) si traduce in costi solo privati (e femminili)? Quali i primi nodi da affrontare? Cominciamo da tre: piccole imprese, pubblico impiego e flessibilità buona
He-cession o she-cession? Mentre negli Usa si dibatte sul sesso della crisi, vengono fuori i dati sugli effetti del piano Obama: gli aiuti sono andati paritariamente al lavoro femminile e maschile. Una piccola lezione all'Europa sull'efficacia delle infrastrutture sociali, e sui pericoli dei pacchetti generalizzati di austerità
Il problema dell'invecchiamento e quello del lavoro: le due soluzioni possono viaggiare insieme, e gli anziani possono diventare il motore della ripresa. Il modello francese dei vouchers e la necessità di una strategia che può liberare e potenziare il lavoro femminile
Il "sorpasso di genere" in Italia è una realtà per il 16,1% delle coppie nelle quali lavorano tutti e due i coniugi. Un dato che rovescia le classifiche europee, nelle quali non brilliamo per indicatori di parità. Ma spesso è un sorpasso tra poveri
La recessione di oggi in Europa colpisce le donne più di quanto non accadesse nel passato. Ma le misure anti-crisi non ne tengono conto. Se lo facessero, saremmo più vicini alla soluzione: cambiare i sistemi di welfare e investire nelle infrastrutture sociali