Contrastare le dimissioni volontarie delle madri lavoratrici in Italia significa prima di tutto ripensare il diritto alla luce delle disparità di genere nel mercato del lavoro, per scardinarle. Una proposta che parte dall'Emilia-Romagna
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Il 17 novembre è l'Equal Pay Day, giorno in cui simbolicamente le donne in Europa smettono di essere pagate fino alla fine dell'anno per il divario retributivo che le penalizza rispetto agli uomini. Un gap su cui incidono stereotipi e barriere culturali, a cominciare dalla scelta dei percorsi di studio delle ragazze
Nonostante sulla carta sia scomparsa dalla metà degli anni Settanta, nel sistema italiano di tassazione e agevolazioni esiste ancora la figura del "capofamiglia". E le politiche fiscali e familiari restano radicate ai ruoli di genere tradizionali, che relegano le donne al lavoro non retribuito
Intrappolate tra carichi di cura familiari e un mercato del lavoro che le svalorizza in termini di tempi e di salari, le donne in Italia sono ancora a maggiore rischio di povertà individuale. Un'analisi a partire dai dati più recenti
Superare il modello di welfare familista, basato sui ruoli di genere tradizionali e sull'idea del male breadwinner, è possibile. In Spagna sta accadendo grazie a politiche di sostegno all'occupazione femminile e che promuovono una reale condivisione dei carichi di cura tra uomini e donne all'interno delle famiglie. Un confronto con l'Italia a partire da dati
In Italia le donne sono più precarie e meno pagate, immerse nel paradosso di un mercato del lavoro che le penalizza quando diventano madri e con pensioni più basse. Il commento a partire dagli ultimi dati diffusi dall'Inps
Nelle regioni del Sud Italia le donne continuano a essere penalizzate da un mercato del lavoro troppo fragile e dalla scarsità di servizi. Servono politiche pubbliche in grado di affrontare in modo strutturale le disuguaglianze territoriali. Una priorità non solo per il Sud, ma per la crescita dell'intero paese
La recente decisione del Bangladesh di includere nel calcolo del Pil il lavoro domestico e di cura rappresenta un passo avanti per l'economia femminista, che da tempo attribuisce un valore al lavoro non retribuito per la vita delle comunità. Ne parliamo con Nancy Folbre, professoressa emerita di Economia all'Università del Massachusetts Amherst
L'aumento delle certificazioni di genere negli ultimi tre anni è il sintomo di una maggiore attenzione delle imprese alla parità, ma l'accesso a fonti esterne di finanziamento è ancora scarso e penalizza le donne che fanno impresa, le cui attività hanno tassi di sopravvivenza più bassi di quelle maschili. Gli ultimi dati di Unioncamere
Sei articoli per approfondire il tema al centro del referendum sulla cittadinanza dell'8 e 9 giugno 2025. Sei voci per capire perché votare per i diritti è una battaglia femminista. Il nostro speciale
Le questioni al centro del referendum dell'8 e 9 giugno rimandano a un'idea ancora maschile di occupazione. Per avviare riforme paritarie che abbiano un reale impatto sulla vita delle donne, serve una prospettiva antidiscriminatoria, che tenga conto della dimensione di genere nel mercato del lavoro