scuola
Un estratto da Donne e sport. Analisi di genere continua (I libri di Emil, 2021) di Gioia Virgilio e Silvia Lolli, la prima economista sanitaria, la seconda insegnante di educazione fisica e sociologa dello sport, entrambe con una lunga esperienza di sportive alle spalle
Un buon servizio all'infanzia è fatto di asili di qualità, che significa anche diritti delle persone che ci lavorano. Quindi salari adeguati, formazione continua, personale sufficiente e tempi di lavoro più distesi. Il commento di Laura Branca di Bologna Nidi
Insegnare a bambine e bambini nuove storie, offrire loro le possibilità che più autenticamente gli corrispondano. Perché l'educazione oggi ha il compito di muoversi oltre le aspettative sociali e culturali
Nidi, migliora la copertura ma non cambiano le disuguaglianze. Perché l'investimento di 4,6 miliardi destinato dal governo alla prima infanzia funzioni davvero serve una migliore distribuzione e un accesso più equo
Undici idee sulle città del futuro nate da un progetto della Fondazione Giacomo Brodolini per l'inclusione delle ragazze nello studio delle discipline tecniche e scientifiche e finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità
Se in Italia bambine e ragazze ottengono punteggi più bassi nei test di matematica è colpa degli stereotipi. Uno studio mostra come metodologie didattiche innovative possono ridurre il gap di apprendimento
Più nidi per tutti, una frase che si ripete di governo in governo, ma che andrebbe sostenuta con delle misure concrete. Il commento di Laura Branca, presidente dell'associazione Bologna Nidi
L'Italia spende ancora troppo poco per i nidi. Serve un'offerta gratuita e universale per un'infanzia più serena e famiglie più forti. Un commento a partire dai dati
Cura all'infanzia: l’obiettivo di ospitare il sessanta per cento dei bimbi in età pre-materna dentro i nidi fa da stella polare per un futuro non troppo lontano. Ma cosa è veramente fattibile nell’arco temporale previsto per gli investimenti dal recovery fund? Una simulazione
La pandemia ha mostrato l'importanza delle nuove tecnologie nel fronteggiare situazioni d'emergenza, e ci ha resi più consapevoli delle disuguaglianze sociali tra le famiglie. È da queste che dovremmo ripartire per ripensare la scuola