Attrarre persone straniere e giovani nelle aree interne che in Italia rischiano sempre più di spopolarsi sarà possibile solo investendo in infrastrutture sociali e garantendo servizi a sostegno della cura e dell'occupazione femminile. Una prospettiva demografica
disuguaglianze
Secondo i primi risultati di un progetto di ricerca sull'invecchiamento della popolazione, per invertire il crollo demografico e lo spopolamento delle aree interne, soprattutto al Sud, l'Italia dovrà puntare sull'occupazione femminile
A spostarsi dal Sud Italia per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord sono soprattutto le donne più istruite, non solo perché il lavoro manca, ma per cercarne uno più coerente con i propri percorsi di studio e sfuggire a un contesto culturale opprimente. Un'indagine su chi ha lasciato la Basilicata intorno agli anni 2000
Arginare lo spopolamento delle aree interne e l'emigrazione dal Sud e le Isole verso il Centro-Nord sarà possibile solo se le politiche saranno in grado di puntare sull'occupazione femminile e investire in infrastrutture sociali. Una panoramica a partire dal nuovo rapporto dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez)
In Italia il Mezzogiorno è l’area più esposta alle conseguenze negative della transizione demografica. Spesso ad andarsene sono persone giovani e istruite, e la maggior parte delle donne che si trasferisce a Nord è laureata. Solo l’espansione dei servizi all’infanzia può attivare un circolo virtuoso tra diritti e occupazione. Nuove previsioni a partire dai dati più recenti
Il 17 novembre è l'Equal Pay Day, giorno in cui simbolicamente le donne in Europa smettono di essere pagate fino alla fine dell'anno per il divario retributivo che le penalizza rispetto agli uomini. Un gap su cui incidono stereotipi e barriere culturali, a cominciare dalla scelta dei percorsi di studio delle ragazze
Pubblicato in Italia da Edizioni Alegre, Economia femminista, a cura di Cristina Carrasco Bengoa e Carme Diaz Corral e con la traduzione di Marcella Corsi, raccoglie i saggi di studiose ed esperte su proposte, pratiche e sfide per sovvertire l'economia con un approccio femminista, attraversando le connessioni tra saperi
Per ripensare il sistema di accoglienza in Italia c'è bisogno di decostruire lo sguardo sulla vulnerabilità delle migranti, spesso ancora considerata una condizione naturale e svincolata da disuguaglianze sociali, stereotipi culturali e violenza di genere. Un'analisi a partire dall'ultimo Dossier statistico immigrazione del Centro studi e ricerche Idos
Nonostante sulla carta sia scomparsa dalla metà degli anni Settanta, nel sistema italiano di tassazione e agevolazioni esiste ancora la figura del "capofamiglia". E le politiche fiscali e familiari restano radicate ai ruoli di genere tradizionali, che relegano le donne al lavoro non retribuito
Intrappolate tra carichi di cura familiari e un mercato del lavoro che le svalorizza in termini di tempi e di salari, le donne in Italia sono ancora a maggiore rischio di povertà individuale. Un'analisi a partire dai dati più recenti
Se vuole essere davvero intersezionale, il femminismo deve adottare la prospettiva delle donne nere, riconoscendo la connessione tra diverse forme di discriminazione. Ne parliamo con Kwanza Musi Dos Santos, attivista italo-brasiliana, specializzata in diversity management e co-fondatrice dell’associazione culturale e sportiva QuestaèRoma
Insieme alla rivoluzione digitale, le logiche del commercio internazionale incentrate sul profitto hanno effetti diretti sul lavoro e sulle democrazie, accentuando le disuguaglianze a livello globale. Ne parliamo con Sheba Tejani, economista femminista al King's College di Londra e nel consiglio direttivo dell'International Association for Feminist Economics