Prossima
Prossima è un nuovo progetto editoriale, uno spin-off di inGenere dedicato alle donne, all’innovazione e alle nuove frontiere del mercato del lavoro. Il progetto nasce dall’esperienza della Fondazione Giacomo Brodolini come think-tank per le politiche di innovazione, come ente di ricerca sul mercato del lavoro e come consulente della Commissione europea sulle tematiche di genere. Prossima si avvale dei saperi e delle competenze che la rivista inGenere – da anni impegnata nella divulgazione di dati, politiche e questioni di genere – ha saputo raccogliere e coltivare, diventando un luogo autorevole per uno scambio interdisciplinare e intersettoriale.
Prossima è un nuovo progetto editoriale, uno spin-off di inGenere dedicato alle donne, all’innovazione e alle nuove frontiere del mercato del lavoro.
Il progetto nasce dall’esperienza della Fondazione Giacomo Brodolini come think-tank per le politiche di innovazione, come ente di ricerca sul mercato del lavoro e come consulente della Commissione europea sulle tematiche di genere. Prossima si avvale dei saperi e delle competenze che la rivista inGenere – da anni impegnata nella divulgazione di dati, politiche e questioni di genere – ha saputo raccogliere e coltivare, diventando un luogo autorevole per uno scambio interdisciplinare e intersettoriale.
Per le donne fare impresa in Italia è ancora un percorso a ostacoli, che le costringe a fronteggiare quotidianamente stereotipi, scarso riconoscimento e modelli di lavoro incompatibili con la vita privata. I risultati dell’indagine di Gamma Donna e wamo mostrano quanto sia urgente ripensare il rapporto tra leadership femminile, sostenibilità organizzativa e innovazione
La violenza digitale viene ancora contrastata dalle politiche pubbliche come un'emergenza e non come un problema culturale. Ma intanto le realtà femministe fanno leva sulle pratiche dal basso: centri antiviolenza, operatrici, esperte e associazioni stanno già consolidando reti e alleanze per condividere strumenti, esperienze e competenze
Simona Colombelli, docente presso il Dipartimento di Fisica dell'Università Federico II di Napoli, ci racconta la sua carriera come sismologa e le sfide strutturali che le donne che lavorano nella ricerca incontrano in Italia. Un percorso in cui passione, curiosità e il supporto di reti e finanziamenti europei diventano strumenti fondamentali per restare e progredire nel mondo accademico e della ricerca
La violenza digitale viene ancora raccontata dai media come un'emergenza collegata a singoli di casi di cronaca, tralasciando completamente le radici culturali che la strutturano, e i rapporti di potere che la facilitano proprio attraverso le tecnologie. Un'indagine sull'informazione contemporanea
Le infrastrutture digitali non sono neutre, ma progettate e governate dentro assetti economici e culturali che riproducono gerarchie di genere, razza e classe. Se da una parte intervengono rapidamente su contenuti legati a sessualità, aborto ed educazione di genere, dall'altra risultano lente o inefficaci nel contrastare campagne misogine coordinate, e spesso facilitano l'espansione di credenze e modalità patriarcali. Un progetto di ricerca si propone di approfondire il ruolo dei centri antiviolenza nel contrasto alle molestie digitali e di riformulare buone pratiche al passo con i tempi
L'assenza nei programmi scolastici di figure chiave della storia del sapere come le pitagoriche priva ancora oggi le ragazze di modelli di riferimento fondamentali per immaginare il proprio ruolo nel mondo. Valorizzare il contributo delle pensatrici del passato significa spezzare la catena dei pregiudizi secondo cui il protagonismo delle donne nei processi di conoscenza rappresenta l'eccezione alla norma
Le ricerche più recenti descrivono la violenza digitale come un fenomeno stratificato e complesso, non solo radicato nelle dinamiche più tradizionali ma soprattutto generato da una serie di pratiche interconnesse rese possibili dalle tecnologie. Quella che ne deriva è una catena di nuove forme di discriminazione, in cui il confine tra online e offline si fa sempre più sottile
Costruire spazi digitali sicuri non significa solo prevenire attacchi o violazioni di dati, ma creare le condizioni affinché l’innovazione tecnologica riduca, e non amplifichi, le disuguaglianze. Ne parliamo con Francesca Bosco, Chief Strategy Officer presso il CyberPeace Institute di Ginevra ed esperta di tecnologia, sicurezza e diritti umani
Con una consultazione pubblica, la Commissione europea apre a organizzazioni, imprese e cittadinanza l'opportunità di esprimersi sul Piano d'azione per le donne nella ricerca, nell'innovazione e nelle start up, che punta a rendere l'Europa il luogo ideale per le donne che vogliono fare ricerca e innovazione entro il 2030
Senza una critica femminista della tecnologia, l'intelligenza artificiale generativa rischia di restare un coacervo di pregiudizi e stereotipi: uno specchio che deforma la realtà, appiattendo diversità e vissuti specifici su caratteristiche appartenenti a soggetti privilegiati spacciati per neutri. Quello sui Large Language Model dev'essere articolato come un discorso sul potere
L’innovazione non basta a garantire inclusione, a fare la differenza è il modo in cui un sistema utilizza le informazioni disponibili per orientare scelte, prodotti e politiche. Per una finanza digitale davvero aperta alle donne servono infrastrutture adeguate, trasparenza e criteri condivisi per la raccolta dei dati che guidano le decisioni
Il lavoro da remoto può diventare un modello di valore, capace di trasformare il Sud in un hub di competenze, ridurre la fuga di lavoratrici con profili altamente qualificati e creare un impatto positivo sulla parità di genere. Ne parliamo con Alessia Gentile, ingegnera meccanica che lavora dalla Calabria alla gestione di progetti digitali su scala globale nel settore energetico