L'Italia è tra i paesi europei dove il congedo di paternità ha la durata più bassa, di soli dieci giorni obbligatori. Estendere questo periodo prendendo a modello esempi come la Spagna, significa rispondere ai bisogni concreti delle famiglie di oggi. Una scheda di ricognizione e confronto nel contesto europeo
diritti
Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite sullo stato della popolazione nel mondo, la vera crisi demografica globale riguarda l'autonomia delle persone nella sfera riproduttiva. Vale a dire la libertà di scegliere se, come, quando e con chi diventare genitori, ricevendo un sostegno adeguato in termini di diritti e politiche
Sei articoli per approfondire il tema al centro del referendum sulla cittadinanza dell'8 e 9 giugno 2025. Sei voci per capire perché votare per i diritti è una battaglia femminista. Il nostro speciale
Con una recente sentenza la Corte Costituzionale riconosce alle coppie di donne di essere madri dei bambini e delle bambine nate con la procreazione medicalmente assistita, ma da questo diritto restano ancora escluse le donne single. Un traguardo che ci ricorda che la strada verso una genitorialità come scelta pienamente libera è ancora tutta da percorrere
Le questioni al centro del referendum dell'8 e 9 giugno rimandano a un'idea ancora maschile di occupazione. Per avviare riforme paritarie che abbiano un reale impatto sulla vita delle donne, serve una prospettiva antidiscriminatoria, che tenga conto della dimensione di genere nel mercato del lavoro
In Italia l'idea di cittadinanza è ancora associata ai legami di sangue, all'appartenenza a una stessa nazione, e non alla volontà delle persone di vivere insieme. Il referendum dell'8 e 9 giugno 2025 ci chiama a fare una scelta e a interrogarci sul passato, sul presente e sul futuro della nostra società
Pur non trattandosi di una riforma strutturale, il referendum sulla cittadinanza per cui si vota l'8 e il 9 giugno apre uno spazio politico che mette in discussione la narrazione dominante, svincolando la cittadinanza dai concetti di "merito" e "identità nazionale" che hanno reso un privilegio quello che dovrebbe essere un diritto
Riformare la cittadinanza non riguarda solo le figlie e i figli delle persone immigrate, ma tutta la società. E parlare di "seconde generazioni" per riferirsi alle persone giovani con genitori stranieri equivale a trasferire lo status di migrante a chi in realtà è nato e cresciuto in Italia
Spesso pensiamo alla cittadinanza come a un diritto scontato e automatico, non è così per tante persone giovani nate in Italia da genitori stranieri. Cittadine e cittadini all'atto pratico ma non formalmente, che non potranno andare a votare l'8 e il 9 giugno 2025, per un referendum che invece le riguarda in prima persona
Quella per l’accesso alla cittadinanza è una battaglia femminista: finché acquisirne lo status sarà solo una questione di sangue, la cittadinanza rimarrà uno strumento che invece di favorire l'integrazione rafforza l'esclusione dai diritti e l'oppressione patriarcale
Con il quesito referendario sulla cittadinanza, l'8 e il 9 giugno 2025 l'Italia si gioca la possibilità di cambiare rotta nell'integrazione delle persone straniere immigrate. Una battaglia che dovrebbe includere anche le seconde generazioni, andando di pari passo con quella per lo ius scholae
La dichiarazione politica adottata nella 69esima Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne non contiene riferimenti alla salute sessuale e riproduttiva, ai diritti delle persone Lgbtqia+ e agli effetti della crisi climatica sulle vite delle donne. Omissioni inaccettabili per un mondo che non può tornare indietro sulla parità di genere